Al Tg1 si lavora 1 minuto al giorno, “spifferi” e “contro-spifferi” su “Libero”

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Botta e risposta sulle colonne di “Libero” tra il giornalista che si firma “Vale Mazzini” e il Cdr del Tg1. Il 24 aprile, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri racconta di uno “spiffero” da Saxa Rubra: “Un minuto al giorno di informazione tv (1 minuto e 14 secondi per la precisione). È questa – rilevazioni alla mano – la media di ‘produttività reale’ di un giornalista del Tg1, il primo tg italiano per ascolti. Alla prestigiosa testata e alle dipendenze di Andrea Montanari (compenso lordo 206.931 euro con un blitz carrieristico sorprendente: in due anni, prima direttore del Giornale Radio e Radio1, poi del Tg1) lavorano 145 ‘penne’ che a differenza degli altri dipendenti – possono gestire i loro orari senza particolari obblighi di ‘strisciata’. Per l’ambìto manipolo – all’interno del quale ci sono volenterosi che spiccano per impegno e costanza – è talmente oneroso lo sforzo settimanale (con la copertura informativa di Uno Mattina, due speciali, qualche edizione straordinaria e le dirette più o meno sensate e travestite da inchini verso le Istituzioni del Paese o le visite pastorali del Papa), che nel week end si è trovato il modo di alleggerire ulteriormente l’agenda, cancellando ben quattro edizioni del mattino”.

Pronta, e puntuta, la replica del comitato di redazione del Tg1.

“Invitiamo il collega di Libero, che si firma ‘Vale Mazzini’, ad informarsi prima di scrivere. ‘Rilevazioni alla mano’, i giornalisti del Tg1, hanno un orario di lavoro come previsto da contratto, producono ogni giorno 12 edizioni e 35 minuti di palinsesto del mattino di Raiuno, con una media di 230 minuti di informazione, oltre agli approfondimenti settimanali, alle dirette e alle edizioni straordinarie sui grandi eventi. In un arco orario che va dalle 5 del mattino a oltre le 2 di notte, sette giorni su sette. Come forse il collega non sa, dietro ogni singolo minuto di messa in onda televisiva c’è un lungo ed accurato lavoro, che coinvolge non soltanto i giornalisti, ma anche le altre fondamentali figure professionali”.

La chiosa di “Vale Mazzini”

“Cari colleghi, per confermare la mole della vostra produzione pubblichiamo la scaletta delle edizioni del Tg 1 del 23 aprile delle 13.30 e delle 20”. Una scaletta dalla quale si evince, ad esempio, che nell’edizione della sera su 20 servizi andati in onda, dieci sono confezionati da inviati, corrispondenti e redazioni esterne.

Microfono al direttore Montanari

Sempre stamane, su “Il Resto del Carlino”, il direttore del Tg1 dal giugno 2017, Andrea Montanari, tesse le lodi del suo notiziario.  Il Tg1 è primo telegiornale per ascolti. Un bilancio del suo primo anno da direttore? “È stato un anno di grande impegno della redazione, abituata a lavorare sotto l’attento esame dei telespettatori. Anche per questo è una redazione che garantisce un livello molto alto nella qualità dell’informazione. La testata registra tutti i giorni 24-25 punti di share per l’edizione del prime time, quella delle 20. Sono 5 punti in più del nostro competitor principale. Con 12 edizioni è il giornale più presente nel palinsesto, ricco di dirette, approfondimenti e con una gamma di prodotti molto ampia. Vorrei ricordare almeno i due recenti speciali, quello in occasione dei 40 anni del rapimento Moro e quello per 1 anniversario della morte di Enzo Biagi, grande direttore del Tgl”. E pensare che lavorano un minuto al giorno…