Aldo Cazzullo vicedirettore del Corriere: si occuperà di personaggi e nuove tendenze

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Aldo Cazzullo - Foto da Flickr.com

Dal primo di marzo Aldo Cazzullo e Luciano Ferraro diventano vicedirettori “ad personam” del Corriere della Sera. “La decisione – ha spiegato il direttore Luciano Fontana – vuole essere il riconoscimento del valore professionale dei due colleghi nei loro settori di attività e impegno nel giornale. In particolare Aldo Cazzullo si dedicherà allo sviluppo della parte del quotidiano dedicata a interviste, personaggi, storie e tendenze della società e del costume”.

Luciano Ferraro manterrà invece l’incarico di guida dell’ufficio dei capiredattori centrali del Corriere.

Cazzullo, nato ad Alba (Cuneo) 56 anni fa, è da diciannove anni una delle firme più prestigiose del Corriere, per il quale ha seguito i più importanti fatti di cronaca e di politica mondiali. È autore di venti libri sulla storia e l’identità italiana. L’ultimo grande successo è, nel 2020, “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia”. Dal libro è nato uno spettacolo, in tour a partire dal giugno 2021, con la partecipazione del rocker fiorentino Piero Pelù.

Luciano Ferraro, veneziano, 62 anni, è caporedattore centrale del Corriere e grande esperto di vini.

Fine dello smart working – Il direttore Fontana ha anche affrontato con il Comitato di redazione il tema smart working. Un sondaggio effettuato in redazione ha rivelato che quasi il 90 per cento dei redattori è favorevole alla continuazione, con varie modalità, del lavoro da casa. Il direttore ha risposto che negli ultimi due anni il lavoro da casa ha permesso di difendere la salute di tutti e la fattura del giornale, ma “non tutti i lavori sono uguali e non può essere immaginato lo smartworking come una semplice prosecuzione di una situazione dettata dall’emergenza sanitaria”. Fontana ha sottolineato l’importanza dello scambio e del lavoro di comunità: “Ritengo quindi che lo smart working debba finire come finisce l’emergenza“. Il direttore non pensa ad un ritorno immediato in redazione all’indomani del 31 marzo, ma a un ritorno graduale, in base alle esigenze e alle norme sanitarie del momento, nel rispetto della salute di tutti”. Il direttore si è detto pronto a proseguire la riflessione con il Cdr sul tema del lavoro agile e condivide la necessità di inquadrare una trattativa in una cornice di accordo collettivo. Esclude quindi la possibilità di accordi individuali.

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