Altra frenata per la pubblicità sulla radio a gennaio: -34,5%

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Foto: pixabay.com

La pandemia non molla la presa sul Paese; spaventa con le sue varianti; la campagna di vaccinazione non decolla; e l’Italia a colori – con i “semafori” che scattano all’ultimo momento – crea parecchi mugugni. Il tutto condito da una certa instabilità politica. E a farne le spese è anche il mondo della radio che nel nuovo anno registra l’ennesima frenata della raccolta. “Gli investimenti pubblicitari radiofonici del mese di gennaio 2021, rilevati nell’ambito dell’Osservatorio Fcp-Assoradio coordinato dalla società Reply, hanno registrato un –34,5%”, annuncia il presidente Fcp-Assoradio Fausto Amorese. “Dobbiamo purtroppo rilevare che ad inizio di quest’anno permangono tutte quelle situazioni negative e di incertezza che condizionano pesantemente gli investimenti pubblicitari delle aziende”. Amorese spiega poi come “l’utilizzo tattico e territoriale dello strumento radiofonico risulta ampiamente depotenziato. Un consistente numero di piccole e medie aziende, rappresentate dal comparto degli esercenti e da tutte quelle attività economiche la cui esistenza è oggi minacciata, non può o non è attualmente in grado di affrontare investimenti economici in comunicazione”.

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