Anche i tedeschi copiano. Lo spot di Natale è un plagio, ma riconoscono l’errore e trionfa il buonsenso

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Un frame della versione tedesca dello spot natalizio incriminato

Lo spot natalizio che sta commuovendo il web in realtà sarebbe un plagio. Stiamo parlando della pubblicità dalla catena di farmacie olandesi Doc Morris, realizzato dall’agenzia di comunicazione tedesca Jung von Matt/SAGA che ha già ottenuto milioni di visualizzazioni e che si candida senza dubbio alla palma di migliore spot natalizio del 2020. Il problema è che lo spot è praticamente identico ad uno girato per “Valle Camonica Servizi Vendite” più di tre anni fa da un regista bresciano, Paolo Tresoldi.

L’idea del nonnino che tutte le mattine si alza all’alba per allenarsi con i pesi apparentemente senza un motivo e che, in un crescendo di emotività, alla fine svela che il vero scopo di tanta attività è quello riuscire a prendere in braccio la nipotina per mettere la stella in cima all’albero di Natale, non sarebbe farina del sacco dell’agenzia tedesca.

I due spot a confronto. Di seguito la pubblicità della Doc Morris:

E poi quello del registra bresciano Paolo Tresoldi pubblicato su Corriere.it: https://bit.ly/3aDy7K3

Il retroscena è stato svelato da Elena Flocchini sul Corriere della Sera che ha contattato il regista camuno il quale ha raccontato che “Quando l’ho visto m’è preso un colpo! Subito mi è parso davvero molto simile al video che avevo ideato e girato io tre anni fa”. “Inizialmente ho pensato a una suggestione – ha spiegato Tresoldi al Corriere -: è normale che le agenzie creative facciano ricerca per trovare ispirazione e magari c’erano delle coincidenze. Ma osservando meglio entrambi gli spot e accostandoli sui social per avere un riscontro anche dal pubblico, non ho più avuto dubbi”.

In effetti i dubbi sono veramente pochi, i due spot sono praticamente identici, cambiano solo piccoli dettagli: dei vecchi pesi sostituiscono il tronco in legno utilizzato dal nonno della val camonica, la sveglia con un po’ di fuso orario e il nipote che nello spot olandese diventa una biondissima nipotina. Per il resto tutto molto, troppo, uguale.

Anche sull’originalità del soggetto, Tresoldi non ha dubbi: “non c’è una terza fonte, come si può pensare. L’idea creativa dello storytelling è mia e mi è venuta di notte”. Insomma a voler essere magnanimi possiamo parlare al massimo di un involontario caso di plagio.

Da parte del regista italiano, nessuna volontà di scontro o di rivalsa. Notata la somiglianza dei due spot si è messo in contatto con l’agenzia creativa tedesca facendo “presente la situazione” ed “inviando come prova il video che avevo realizzato”.

Anche i social si sono attivati per pubblicizzare la cosa scatenando il tifo a favore della “creatività italica” e contro il “plagio teutonico”. Il tam tam ha generato i suoi effetti tanto che l’agenzia tedesca ha contattato Tresoldi e gli ha chiesto un incontro online. Da questo incontro amichevole si è arrivati ad una soluzione condivisa che ha chiuso la vicenda con un lieto fine. Il 19 dicembre lo stesso regista ha scritto su Facebook un post in cui, ringraziando tutti per il sostegno, annunciava che “la situazione si è risolta amichevolmente”. “L’agenzia – continua il post di Tresoldi – ha riconosciuto i diritti d’autore e ha collaborato con noi per risolvere questa spiacevole situazione. Si avvicina il Natale di questo difficile 2020, questo film rappresenta ancor di più la volontà da parte di tutti di affrontare con il sorriso questo momento impegnativo. Grazie a Stephan e tutti i ragazzi di JvM”. Insomma, così come il messaggio dello spot, anche la triste vicenda del plagio si è rivelata un’altra bella storia di Natale.

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