Antitrust Ue contro le Big Tech. Anche Amazon finisce nel mirino

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Un pacco Amazon

Abuso di posizione dominante e concorrenza sleale. Sono le accuse rivolte dall’Antitrust dell’Unione Europa ad Amazon. Una doppia indagine nei confronti del gigante americano del commercio online con cui la Commissione Ue continua la sua battaglia contro lo strapotere delle big tech d’oltreoceano.

Così dopo Google, Apple e Facebook ora toccherà ad Amazon difendersi dalle accuse dell’Antitrust di Bruxelles. Da un lato si accusa Bezos & Co. di aver abusato della propria posizione dominante, in particolare sul mercato tedesco e francese, utilizzando in modo improprio l’immensa mole di dati sugli utenti di cui dispone per avvantaggiarsi sui rivenditori più piccoli.

La seconda indagine riguarda invece la concorrenza sleale da parte di Amazon nel “trattamento preferenziale delle proprie offerte e di quelle che usino i servizi di consegna e logistica del gruppo”. In sostanza a Seattle avrebbero sfruttato il loro “doppio ruolo”, di venditore di prodotti propri e allo stesso tempo di canale di vendita per altre aziende indipendenti, per favorire la vendita dei prodotti propri piuttosto che quelli degli altri venditori. Nel mirino ci sono in particolare i criteri stabiliti per selezionare il vincitore della cosiddetta “Buy Box”, che consente ai venditori di offrire prodotti agli utenti abbonati al programma di fedeltà Amazon Prime, e l’utilizzo stesso di Prime da parte dei venditori indipendenti.

Al momento Bruxelles ha inviato una comunicazione formale di addebiti a Amazon, primo passo verso una possibile multa molto salata che, se fossero confermate le accuse, potrebbe arrivare fino al 10% del suo fatturato globale.

Ora la palla passa a Seattle che dovrà cercare di scagionarsi dalle accuse. D’oltreoceano sono arrivate già le prime reazioni, con la società che si è affrettata a dichiarare di essere “in disaccordo con le affermazioni preliminari della Commissione europea”, specificando di rappresentare “meno dell’1% del mercato al dettaglio globale” e che “vi sono rivenditori più grandi in ogni Paese” in cui opera.

Secondo la a vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager però, il punto non è “mettere in discussione il successo o le dimensioni di Amazon, ma la distorsione del mercato”. “Il valore del commercio online – ha riferito Vestager che da tempo porta avanti la battaglia alle pratiche commerciali sleali delle Big Tech – è raddoppiato in Europa negli ultimi cinque anni, raggiungendo addirittura i 720 miliardi di euro nel 2020”.