Arriva al cinema “Carla”. Il film che racconta Carla Fracci

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Una scena del film - Foto: ufficio stampa

La storia della più grande ballerina italiana di tutti i tempi, Carla Fracci, sarà raccontata al cinema dall’8 al 10 novembre attraverso Carla, film co-prodotto da Rai Fiction ed Anele, che arriverà poi su Rai1 a dicembre. La pellicola è liberamente ispirata all’autobiografia Passo dopo passo – La mia storia della Fracci, scomparsa lo scorso maggio nella sua Milano. Ad interpretarla sul grande schermo è Alessandra Mastronardi, chiamata all’importante compito di calarsi nei panni di colei che è riconosciuta in tutto il mondo come una delle più splendenti icone della storia della danza, donna di straordinaria eleganza, grande carattere ed immensa passione per il suo lavoro.

Seguendone le varie tappe di vita, Carla ripercorrerà la storia dell’étoile partendo dall’infanzia scandita dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale, per passare all’adolescenza con l’inizio della carriera artistica nella Milano degli anni ’50. Da lì, la straordinaria ascesa che la porta a calcare tutti i più importanti palchi d’Italia e del mondo, riuscendo ad incantare chiunque ha modo di vederla danzare. Una carriera che non si ferma neanche in seguito all’arrivo della sua gioia più grande, la nascita del figlio Francesco, dopo la quale in molti erano pronti a scommettere che Carla non sarebbe più riuscita a tornare ai massimi livelli. E la persona più importante della sua vita, insieme a Francesco, fu il marito Beppe Menegatti (interpretato nel film da Stefano Rossi Giordani), che le fu sempre accanto.

“Quando ho letto l’autobiografia vi ho ritrovato la figura forte e determinata che mi aspettavo, ma anche i sorprendenti ricordi di una tenera bambina sfollata in campagna per i bombardamenti, che già riusciva a cogliere nella natura i primi elementi dell’armonia, quell’equilibrio, che l’avrebbe ispirata lungo tutto il suo percorso” – racconta il regista Emanuele Imbucci – “Carla Fracci è stata una donna che ha raccolto innumerevoli successi, attenta al rapporto col suo pubblico, ma che ha saputo sempre difendere l’indipendenza delle proprie scelte. Così, con la salda volontà di mettere alla luce un bambino mentre era al culmine della carriera, in contrasto col mondo del balletto dell’epoca che vedeva impossibile il binomio ballerina-madre, compie un gesto di grande coraggio ed emancipazione che mostra tutta la modernità di questo grandissimo personaggio” – spiega Imbucci – “Da questo evento nasce la scelta nel film di raccontare la sfida proposta dal ballerino e coreografo Rudolf Nureyev: tornare alla Scala con Lo Schiaccianoci a un anno dalla gravidanza, montando l’intero balletto in soli cinque giorni. Una corsa folle ed esaltante, un countdown realmente avvenuto che fa da cornice all’intera narrazione, alternata ai flashback del passato di Carla”.