Ascolti. Dazn apre alla rilevazione. Si cerca la quadra con Auditel

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay.

L’ingresso “prepotente” delle piattaforme di streaming nel mondo dorato della trasmissione degli eventi calcistici, potrebbe cambiare la loro politica sulle rilevazioni delle audience. Gli ascolti di Danz, Netflix e le altre piattaforme ott finora non sono mai stati quantificati perché non sono mai stati rilevati. Ora, come scrive Andrea Montanari su MF – Milano Finanza, qualcosa potrebbe cambiare. La prima a muoversi sulla strada della rilevazione sarebbe Dazn che ha acquisito i diritti di trasmissione di tutte le partite della Serie A per i prossimi tre anni.

Finora i dati di ascolto delle partite erano sempre stati quantificati con i precedenti player (Mediaset e Sky) che erano monitorati da Auditel. Allo stato attuale questa quantificazione non sarebbe più possibile. Ma, come scrive MF, Dazn avrebbe “avviato una seria riflessione sulla necessità di rientrare nei ranghi e nei parametri del mercato italiano”.

Il gruppo di Len Blavatnik, secondo indiscrezioni di mercato, avrebbe già preso contatti con Auditel, l’ente che rileva e certifica i dati televisivi (ascolto medio e share) per verificare la fattibilità di rilevare gli ascolti degli eventi live calcistici trasmessi da Dazn a partire dal prossimo 22 agosto quando patirà il prossimo campionato di Serie A.

Riuscire a superare questo tabù sarebbe un passo importante per riuscire a capire una volta per tutte quanti siano effettivamente gli abbonati a queste piattaforme. Dazn, per esempio, ha un bacino di utenti stimato in circa 1,8 milioni ma di cui non si ha certezza anche perché buona parte di questi arrivavano attraverso il canale Sky che ora verrà spento.

Ma la quantificazione degli ascolti per Dazn avrebbe ancor più valore per la raccolta pubblicitaria. L’investimento di 840 milioni fatto per acquisire i diritti della serie A dovrà essere bilanciato da un sostanzioso ritorno pubblicitario. Il gruppo londinese ha appena affidato a Digitalia ’08 (gruppo Mediaset) la gestione della vendita della pubblicità, ottenendo un minimo garantito di 55 milioni all’anno. Chiaramente per vendere gli spazi è necessaria la trasparenza sugli ascolti. La stessa trasparenza che chiede anche il partner commerciate Tim, che nell’operazione ha investito 340 milioni versati nelle casse di Dazn.

Come scrive ancora MF, trovare una procedura di rilevazione non è facile anche perché nessun altro operatore digitale finora si è fatto mappare ufficialmente. Se non si riuscisse a trovare un accordo con Auditel, aggiunge Andrea Montanari, Dazn starebbe lavorando ad un piano B: ottenere le rilevazioni e certificazioni attraverso Nielsen, la società che analizza, mese dopo mese, gli investimenti pubblicitari del mercato italiano. Vedremo se per fine agosto, sarà già possibile sapere il numero di persone che guarderanno le partite.

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