Ascolti radio. Crescono le reti Rai. Roberto Sergio: “Numeri che parlano da soli”

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Il dirigente Rai, Roberto Sergio

C’è soddisfazione in casa Rai per i dati degli ascolti delle tre reti radiofoniche relativi al primo semestre 2021 appena diffusi da Radio-Ter. Numeri che hanno evidenziato un incremento degli ascolti sia di Radio 1 che di Radio 2 e Radio 3, in controtendenza rispetto al quadro di generale flessione del panorama radiofonico.

Il risultato migliore è quello di Radio 2 che ottiene la miglior performance fra tutte le radio nazionali. La share aumenta del 22% rispetto al pari periodo 2019 e il canale supera Virgin distanziandola di oltre 300mila ascoltatori. Radio 1 e Radio 3 fanno segnare aumento di share superiori all’11%. Unico dato negativo, ma ampiamente prevedibile: Isoradio che paga un primo semestre caratterizzato da continui lockdown e restrizioni alla circolazione.

“Sono dati che parlano da soli e per i quali non posso che congratularmi con Simona Sala, Paola Marchesini e Andrea Montanari, che certamente approfondiranno e motiveranno le ragioni delle loro ottime performance – dichiara il direttore di Radio Rai, Roberto Sergio -. Dispiace per il dato di Isoradio che ovviamente risente dei blocchi alla circolazione del primo semestre. Sono sicuro che nel secondo semestre, se la mobilità riprenderà come ci auguriamo, avremo le soddisfazioni che merita il nuovo progetto editoriale messo in atto dalla direttrice Angela Mariella”.

I dati della ricerca Ter sono in linea con le rilevazioni riservate Rai basate su meter. “Come sappiamo – spiega Sergio – Ter è una ricerca che premia la memorabilità, l’awareness generale dei canali. Per questo aver riportato con forza la Rai al centro dei dibattiti strategici e degli scenari competitivi ha probabilmente contribuito a riportare i nostri numeri alla realtà. Ma non solo. La modalità visual di Radio 2 ha senz’altro dato un’ulteriore spinta all’ascolto del canale e credo che con il diffondersi delle smart tv questa nostra scelta sarà sempre più premiante. Tutto ciò non fa che certificare ancora una volta la necessità di misurazioni più puntuali e di prodotto, come quella che abbiamo avviato con grande soddisfazione in autonomia. Oggi siamo felici di questi numeri ma guardiamo a un domani fatto di dati su fonte IP e di sfide su terreni che oggi molti neanche considerano”.

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