Ascolti Tv: i Tg crollano nel 2021, ma per la Tgr è sempre un “Buongiorno”

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Tgr - Buongiorno Regione. Foto da streaming

La festa Auditel dei telegiornali italiani è finita. Il Paese, per fortuna, piano piano si mette alle spalle la pandemia; diminuisce la richiesta spasmodica di notizie sul covid (a partire dai bollettini quotidiani un tempo appannaggio della Protezione civile), sui vaccini, sulle terapie intensive e sui semafori regionali. E si torna – dopo la storica impennata degli ascolti del 2020 – piano piano alla normalità. E quindi la platea televisiva diminuisce e meno italiani guardano i telegiornali. Lo testimoniano le tabelle Auditel del periodo 1 gennaio – 9 maggio 2021, confrontate con quanto accadeva nello stesso periodo dell’anno scorso. Eppure ci sono solo due notiziari che guadagnano anche quest’anno telespettatori: si tratta di “Buongiorno Italia” e “Buongiorno Regione”, entrambi a cura della Tgr. Vanno in onda dal lunedì al venerdì – per un’ora su Rai3 – dalle 7 alle 8. “Buongiorno Italia” (dalle 7 alle 7.40) nel 2021 è guardato in media da 663 mila spettatori con share del 14,52% (+44.000 telespettatori medi e +1,39% di share). “Buongiorno Regione” è visto da 904 mila italiani, con share del 15,3% (+14.000 telespettatori medi e +0,7% di share). Qui il dato è frutto di una media di tutte le edizioni regionali e il maggior contributo allo share arriva dal Nord (a partire dalla Tgr Piemonte), ma anche Umbria, Basilicata e Sardegna si danno molto da fare. L’unico a brindare, insomma, è il direttore della Tgr Alessandro Casarin. E un piccolo brindisi se lo concede nel 2021 anche Andrea Vianello, direttore di RaiNews24: se è vero che il notiziario all news perde sul 2020 ben 27 mila spettatori medi, è vero anche che con audience a quota 82 mila supera sia SkyTg24 (76 mila spettatori medi) sia Tgcom24 (52 mila spettatori medi). Nanoshare ma soddisfazione gigante…

EMORRAGIA DI AUDIENCE PER TUTTI, O QUASI – Per gli altri notiziari, invece, non arrivano buone notizie. Il Tg5 – edizione ore 13 – perde su anno una media di 533 mila spettatori (-0,7%). Male in quella stessa fascia oraria fa anche il Tg2 che lascia sul terreno Auditel 522 mila spettatori (-1,5%). Un -518 mila spettatori lo mette a segno il Tg1 delle 20 (-0,7%); ma anche in questo caso Clemente Mimun ha poco da festeggiare: alle 20 perde 502 mila spettatori medi (-1%). Giuseppe Carboni, poi, accusa un’emorragia di 420 mila spettatori nell’edizione delle 13.30 (+0,6% di share) e di 255 mila (con un secco -2,1 di share) nel Tg delle 8. Gennaro Sangiulano, poi, deve tamponare una falla di ascolti anche alle 18.15 (-240 mila spettatori, -1,4%) e alle 20.30 (-305 mila, -0,8%). In negativo, infine, anche l’audience del Tg3, in tutte le edizioni, e della Tgr alle 14 e alle 19.35. Ma Mario Orfeo e Casarin possono consolarsi – appellandosi alla diminuzione generale della platea televisiva – con variazioni impercettibili dello share. Stabile il TgLa7 di Enrico Mentana che nell’edizione delle 20 perde 69 mila spettatori nel 2021 e fatica un pochino in quella delle 13.30: -123 mila spettatori. Insomma, anche nel 2021 – con o senza pandemia – il “Buongiorno” all’Auditel lo dà la Tgr. Il segreto sono l’informazione di prossimità e la cronaca. Un messaggio per chi, persa la spinta dell’emergenza sanitaria, rischia di schiantarsi col solito “teatrino” della politica.

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