Aspettando un Baglioni bis, la Rai si coccola il suo Sanremo

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“Ci penserò a candele spente”. Claudio Baglioni, eroe di Viale Mazzini dopo l’edizione 2018 del festival di Sanremo, non scopre le carte sulla possibilità di salire sul palco dell’Ariston anche il prossimo anno. Ma quest’edizione della kermesse, con o senza il suo bis, resterà negli annales della tv italiana. Nel 2017, il Sanremo condotto da Carlo Conti, aveva raggiunto una media share del 50,6% per 10,85 milioni di telespettatori medi. Il festival del “dittatore artistico” Baglioni, condotto insieme a Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino nelle cinque serate (tra il 6 e il 10 febbraio) ha stampato una media share del 52,27% per 10,919 milioni telespettatori medi. Il risultato migliore degli ultimi 13 anni. La serata finale ha ottenuto il secondo miglior risultato dal 2002 con 12 milioni 125 mila spettatori e uno share del 58,3%. E pensare che il direttore di Rai Uno, Angelo Teodoli – alla presentazione di un festival “molto musicale e poco televisivo” – “sperava nel 40% di share medio”.

Sanremo, dunque, giunto alla 68esima edizione si conferma una killer application per l’industria televisiva italiana. E ottime notizie per il settimo piano giungono anche sul fronte economico. I costi dell’edizione del 2018 sono stati pari a 16,6 milioni (1,3 milioni in totale per i cachet di Baglioni, Hunziker-Favino ormai ribattezzati i “tre moschettieri”). Le entrate di Rai Pubblicità – con spot venduti da listino fino a 260 mila euro – sono state di oltre 25 milioni lordi, circa 22 netti (il 15 per cento che viene retrocesso in commissioni d’agenzia). Il tutto per un utile bel oltre i sei milioni di euro.

Negli ultimi otto anni – tra il 2012 e il 2018 – la raccolta pubblicitaria di Sanremo (lorda) è cresciuta di 8 milioni di euro. Secondo i dati forniti da Rai Pubblicità (concessionaria del servizio pubblico), nel 2012, anno in cui alla guida della kermesse c’era Gianni Morandi, gli incassi da spot, telepromozioni e quant’altro sono stati pari a 18 milioni. Incassi cresciuti con le due edizioni guidate da Fabio Fazio: 21,3 milioni nel 2013 e 23,7 milioni nel 2014. Quindi il decollo con la gestione di Carlo Conti: 23,9 milioni nel 2015; 24,3 milioni nel 2016; e 26 milioni nel 2017. Pubblicità di Sanremo che cresce grazie a una crisi che pian pian molla la presa sulle aziende, ma soprattutto in forza della fiducia dei big spender negli ascolti del festival: negli ultimi dieci anni mai sotto il 35% medio di share. Il tempo in cui il Festival di Sanremo segnava un passivo tra costi e ricavi (quasi 10 milioni nel 2009, circa otto milioni nel 2010) appare davvero lontano…