Autumn in Rai, cadono Reti e Testate e fioriscono gli “appesi”

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La voce in Viale Mazzini corre veloce. La prossima settimana si riunirà il cda Rai (mercoledì 24 o giovedì 25) per le nomine; i fascicoli dei dipendenti in odore di promozione sono in rampa di lancio sui carrellini del settimo piano verso i consiglieri; finalmente la politica avrebbe trovato l’accordo. Quale? A quanto apprende LoSpecialista.tv, i giallo-verdi vogliono partire da una prima infornata che riguarda Tg1, Tg2, Tg3, Rai1, Rai2 e Rai3. Le “pietanze” più prelibate per il Palazzo, insomma, e i nomi (tutti interni) che circolano sono sempre gli stessi. Franco D Mare (però non piace a Marco Travaglio), Giuseppina Paterniti (piace troppo a Claudio Cerasa) e Federica Sciarelli (lascerebbe l’amato “Chi l’ha visto?”) per il Tg1; Gennaro Sangiuliano per il Tg2 (dove certo non lo aspettano con il red carpet); ancora la Sciarelli al Tg3 (giocherebbe in casa); Marcello Ciannamea a Rai1; il pensionato Carlo Freccero a Rai2 (anche qui un ritorno); e Maria Pia Ammirati a Rai3. Se così fosse, e i boatos venissero confermati, sarebbe la prova di come i giallo-verdi (e il Def sta li ha dimostrarlo) non hanno intenzione di andarci per il sottile neanche in Rai.

Logica vorrebbe, infatti, che l’ad Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa riunissero il cda (immobile da tre settimane) anche senza l’accordo politico sulle nomine. Ne vale la credibilità e l’autonomia del board… E che in materia di nomine si occupassero innanzitutto delle strutture senza un direttore. Quali? La direzione della Testata giornalista regionale, per esempio, affidata ad interim ad Alessandro Casarin. Sembra che in una seconda “infornata” sarà confermata e con due condirezioni, una per il sud (tra i candidati Nicola Rao, sponsorizzato dal consigliere Giampaolo Rossi) e una per il nord (qui va forte Roberto Pacchetti, cresciuto alla Tgr ma ora caporedattore centrale a Rai Sport Milano). Uno schema in cui c’è poco giallo e troppo verde. Pacchetti potrebbe farne le spese… Poi c’è RaiSport, affidata dopo l’addio di Gabriele Romagnoli al vicedirettore anziano Bruno Gentili. Qui è derby tra Maurizio Losa e Jacopo Volpi con il primo dato in leggero vantaggio. E infine c’è la direzione del Gr Radio, nelle mani del vice Roberto Pippan (va in pensione a dicembre 2018) dopo l’addio di Gerardo Greco. Se Luca Mazzà lascia il Tg3 potrebbe tornare a casa. In fondo ha cominciato dalla radio…

NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI MARIO ORFEO – MONICA MAGGIONI

Ma la logica in questo momento è rimasta nel cassetto, e si procede di pancia. E se le cose andranno così, nella pancia della tv di Stato rimarranno di nuovo alcune strutture scoperte e una dozzina di direttori “appesi” a disposizione dell’ad. Mario Orfeo (per lui si era ipotizzata una super direzione sport-diritti tv), Monica Maggioni (visto che il canale in inglese non c’è, magari una sede di corrispondenza) e Gianni Scipione Rossi (in Viale Mazzini lo danno come nuovo direttore di Radio3) sono già in panchina da tempo. A loro si aggiungerebbero Andrea Montanari (i boatos lo collocano al posto della pensionanda Mariolina Sattanino a Rai Quirinale); Ida Colucci, Angelo Teodoli (probabile che atterri al palinsesto), Andrea Fabiano e Stefano Coletta. Gente da tenere appesa per qualche mese (o per qualche anno) con il rischio anche di una causa. A proposito di nomine Francesco Piccini, direttore di FanPage, resta l’unico candidato esterno per la nuova Rainews.it. Antonio Preziosi è in pole come candidato “azzurro” per Rai Parlamento.