Bambini liberati in Afghanistan. L’UsigRai ringrazia i giornalisti che “illuminano realtà nascoste”

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Giammarco Sicuro durante il suo reportage dall'Afghanistan - Foto da streaming

Pochi minuti per raccontare uno spaccato delle condizioni di vita in Afghanistan. Pochi minuti per dire dei bambini rimasti senza genitori, costretti alla vita di strada e per questo rinchiusi in un carcere. È quello che ha fatto l’inviato della Rai Giammarco Sicuro che con la messa onda del suo servizio sui bambini reclusi di Kandahar, ha attivato l’intervento dell’Unicef”. L’UsigRai è tornata con una nota sulla bella pagina di giornalismo raccontata oggi da Professionereporter.it e riportata anche dalla nostra testata AdgInforma.it.

“Oggi quei bambini sono fuori dal carcere – scrivono i rappresentanti sindacali dei giornalisti Rai -, fatti uscire grazie alla mediazione dell’organizzazione della Nazioni Unite per la protezione dell’infanzia. È questo che può succedere quando i giornalisti accendono i riflettori su situazioni rimaste nell’ombra, quando denunciano realtà nascoste con la loro testimonianza, le loro parole, le loro immagini. Ed è questa la funzione di una informazione del servizio pubblico, attenta a ciò che succede nel Paese e nel mondo”.

“L’Usigrai ringrazia tutte le giornaliste e i giornalisti che con il loro lavoro consentono di illuminare quelle realtà nascoste o rese opache dall’inaccessibilità o anche solo dalla disattenzione”.

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