Beppe Grillo vuole una Rai modello Bbc, con un canale senza pubblicità

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Beppe Grillo, foto da streaming.

Nel bel mezzo della crisi esistenziale attraversata dal Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo risale in testa al Movimento, ricomincia ad indicare la retta via e in un post sul proprio blog rilancia un vecchio cavallo di battaglia: “La riforma sostanziale dell’informazione”. “E’ dal 2013 – si legge – che parliamo di queste cose. L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano”.

Un post in cui non può certo mancare un riferimento al servizio pubblico: “Riforma della Rai sul modello Bbc, con un canale senza pubblicità, riforma governance Rai con consiglieri indipendenti dalla politica, soppressione commissione Vigilanza Rai”. Ma ci sono anche le proposte per gli altri settori: “Rete pubblica e neutrale di accesso in fibra per aumentare impatto e accelerare i lavori a controllo Cassa Depositi e Prestiti; otto miliardi per infrastrutture digitali per completare aree bianche, aree grigie con passaggio dal rame alla fibra, coprire con la fibra le infrastrutture strategiche (ospedali, caserme, scuole, musei etc) propedeutica per 5G; capitalizzare attraverso Cdp o Invitalia le aziende di rete favorendo le aggregazioni; programma piazza WI-FI Italia con rete wifi pubblica e gratuita negli spazi aperti al pubblico; programma per copertura 5G nelle maggiori città italiane entro il 2025; sviluppo tecnologie emergenti (blockchain, intelligenza artificiale e IoT); cittadinanza digitale e identità digitale per accedere ai servizi della pubblica amministrazione; cloud PA pubblico; eliminazione dei contributi pubblici per le testate giornalistiche nazionali, aiuti proporzionali per testate locali televisive che fanno vera informazione pubblica sul territorio; riscrittura legge Gasparri in base alla nuova direttiva europea SMAV (modifica affollamento pubblicitario, ridefinizione quote di mercato, regole anche per i giganti del web); passaggio al nuovo digitale terrestre di seconda generazione secondo i tempi previsti (entro giugno 2022); Riforma della radiofonia in ottica radio digitale (DAB+); Servizio civile digitale; e, infine, rafforzare percorsi di studio STEM (discipline scientifico-tecnologiche)”. Ora al Movimento non resta che diventare la prima forza politica in Parlamento, andare al governo e nominare il nuovo super amministratore delegato della Rai che – grazie all’ultima riforma – avrà pieni poteri. Ops…

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