Bic 2021. Sono 21 le aziende che hanno comunicato meglio durante la pandemia

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Un momento della serata di premiazione dei Bic 2021 - Foto da streaming

Sono 21 le aziende italiane che hanno comunicato meglio durante l’anno segnato dalla pandemia. Sono quelle che hanno ricevuto il BIC, Best in Media Communication, un riconoscimento ideato da Fortune Italia e Eikon Strategic Consulting giunto quest’anno alla seconda edizione.

Tredici di queste sono delle riconferme mentre otto sono delle new entry. Si confermano Best in Media Communication: Abbvie, Acea, Autogrill, AXA, Enel, Generali Group, Generali Italia, MSD Italia, Open Fiber, Poste Italiane, SACE, Takeda Italia e Vodafone. Ad acquisire per la prima volta la certificazione sono state: BMW, Cassa Depositi e Prestiti, Illimity, INWIT, Iren, Italgas, Medtronic e Terna.

I riconoscimenti sono stati assegnati giovedì 27 Maggio in una serata organizzata da Fortune Italia, il mensile diretto da Fabio Insenga, dall’auditorium RDS di Roma dove le 21 aziende hanno potuto ritirare fisicamente la certificazione, dopo un anno di eventi “a distanza”.

I premi speciali – Nel corso della serata sono stati assegnati anche 5 premi speciali a progetti di comunicazione aziendale. Per la categoria Csr, il premio è andato a BMW Italia con “Se ti abbraccio non aver paura”, il docu-film pensato per informare e sensibilizzare sull’autismo; per la categoria Prodotto/Servizio, ha vinto Cassa Depositi e Prestiti con “CDP è con l’Italia”, un progetto integrato di comunicazione sulle soluzioni a sostegno del Paese durante l’emergenza covid-19; per la categoria Healthcare, il riconoscimento è andato a MSD Italia con la campagna sui rischi dell’HPV “Il Papilloma non sceglie, tu sì” autorizzato dal Ministero della Salute; per la categoria Corporate il premio speciale se l’è aggiudicato Poste Italiane con “Tg Poste” il telegiornale in diretta di Poste Italiane che racconta quotidianamente l’azienda e il suo ruolo sempre più centrale a sostegno del Paese; per la categoria Sostenibilità, infine, Vodafone ha vinto con la campagna Green lanciata per annunciare il processo di decarbonizzazione dell’azienda.

Cosa certifica il Bic – Con il Best in communication Fortune e Eikon puntano a misurare scientificamente e con un approccio multidimensionale le performance dei comunicatori, l’impatto della comunicazione aziendale. Lo fa attraverso l’analisi di alcune macroaree: la chiarezza e qualità dei contenuti, accessibilità e completezza delle informazioni.
Nello specifico sono 3 le chiavi analizzate dal Bic: la reputation, il posizionamento della singola azienda nei media ottenuto ponderando la visibilità dei singoli passaggi con il sentiment, il media impact assessment, che misura l’efficacia della comunicazione (impatto di comunicati stampa, peso delle interviste/dichiarazioni, gestione dei flussi in caso di crisi e il social media engagement dei canali aziendali), il media poll, risultato di una survey somministrata ai giornalisti dell’area di appartenenza dell’azienda in valutazione per esaminare la qualità dei contenuti e delle relazioni.
Non solo visibilità, dunque, ma anche posizionamento nei media e qualità delle relazioni che si stabiliscono con le redazioni giornalistiche.

“In un anno particolarmente complicato per tutti, anche i team della comunicazione hanno vissuto un gigantesco stress test, veicolando i propri contenuti, affermando la propria identità, difendendo la propria reputazione, nonostante il contesto esterno” ha detto Fabio Insenga, direttore di Fortune Italia. Il progetto BIC, ha aggiunto, “vuole raccontare proprio i risultati e il valore della comunicazione”.

Nell’anno del Covid le parole che hanno maggiormente hanno definito la comunicazione aziendale sono state identità e di autenticità. Le storie che BIC ci racconta – ha detto Cristina Cenci, senior partner di Eikon -, sono storie diverse dal passato. Le aziende Best in Media Communication tendono a non parlare più di clienti, dipendenti, pazienti, ma di persone e relazioni. Anche “il cliente al centro” suona come uno slogan di decenni fa. Al centro c’è la relazione dentro e fuori dall’azienda, il patto e non solo il contratto”.

Tutte le aziende certificate ha aggiunto Paola Aragno, senior partner di Eikon e docente di metriche della comunicazione, hanno il loro punto di forza nella reputazione. “I nostri Best – ha dichiarato – sono coloro che sono riusciti a mantenere alta la reputazione anche sul canale che considero il tallone di Achille delle aziende, ovvero i media locali, che per loro natura ospitano ovviamente soprattutto problemi e disservizi”.

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