Black out alla Stampa, tutto fermo per ore. “Edizioni ridotte senza spiegazioni”

0
510
La redazione torinese de La Stampa - Foto da Google "licenze creative commons"

da Professionereporter.eu Tutto è cominciato con qualche avvisaglia di malfunzionamento, giovedì 17 giugno. Poi, nel pomeriggio di sabato 19 giugno i giornalisti della Stampa al lavoro a Torino, a Roma, nelle redazioni locali, hanno visto i loro pezzi svanire dagli schermi. Poi, anche le pagine. Una specie di incubo, messo in scena soltanto da qualche film distopico.

La prima sensazione che si prova, in questi casi, è che tutto si risistemerà a breve giro. Ma quel 19 giugno, alla Stampa, il tempo scorreva e nulla tornava al suo posto.

Ventitre e trenta – I responsabili del sistema operativo Atex hanno affermato che il blocco è derivato “da una procedura errata che ha cancellato le informazioni relative alla foliazione del giorno successivo”. Atex ha subito messo a disposizione un team di sedici persone. Il direttore Massimo Giannini ha chiamato l’amministratore delegato di Gdd, Floriano Begal, il ramo di Gedi da cui dipende La Stampa, per metterlo al corrente della situazione. Stava prevalendo la rassegnazione sull’impossibilità di far uscire l’edizione di domenica 20. Solo intorno alle ventitré e trenta è diventato possibile invece mandare in stampa il giornale.

Il Comitato di redazione ora chiede di conoscere con precisione le cause del blocco. E cosa ha intenzione di fare l’Azienda affinché il grave incidente non si ripeta. Anche il direttore Massimo Giannini ha chiesto “una soluzione strutturale e definitiva” del problema. E ha ringraziato caldamente i giornalisti per come si sono comportati.

Troppi incidenti – “L’emergenza che abbiamo vissuto -scrive il Cdr alla redazione la sera stessa- ha dimostrato in modo evidente come qualcosa non funzioni come dovrebbe. Al di là delle responsabilità e dei perché, il corpo redazionale ha risposto in modo immediato, compatto, professionale. Gli incidenti, anche se iniziano ad essere decisamente troppi, possono sicuramente capitare. Ma concorderete che non possiamo ammettere di vivere momenti di sbandamento come quelli di questa sera. In una manciata di minuti siamo passati da voci che parlavano di improvvisate “edizioni uniche” a “rifate tutto daccapo”, che all’ora della chiusura non hanno fatto altro che generare confusione (come se in quel momento non ce ne fosse già abbastanza). I redattori in servizio e i poligrafici hanno dimostrato un senso del lavoro, un attaccamento alla Stampa, che sono un valore aggiunto. Abbiamo visto e saputo di colleghi ritornati precipitosamente al lavoro, di altri che si sono messi a disposizione di altri settori e redazioni senza risparmio di energie, indipendentemente da corte, ferie, solidarietà”.

Solo sei tipografi – Poi l’atto di accusa: “Questo nonostante evidenti e gravi mancanze del sistema e dell’organizzazione. Dal backup, al fatto che per tutto il giornale ormai ci sono solo proto in presenza, un sistemista che non può intervenire su nulla e 6 tipografi ad occuparsi dell’intera foliazione, nazionale e delle Province, per una produzione quotidiana di oltre 150 pagine. Resta l’amarezza e la rabbia per quanto accaduto, per non essere andati in edicola con le edizioni provinciali in settimana, senza una parola, un messaggio, qualcosa, da parte della direzione e dell’azienda. Come se fosse stata una cosa normale. Questo non va bene. E’ inaccettabile. Compreso il silenzio di questa sera. Il Cdr ritiene fondamentale avere chiarezza da direzione e azienda su quanto accaduto, conoscere i motivi e soprattutto le contromisure che si intendono adottare affinché determinate situazioni non debbano ripetersi”.

Soluzione strutturale – Il giorno dopo, 20 giugno, giornaliste e giornalisti hanno poi ricevuto un’altra missiva, dal direttore Giannini: “Care amiche, cari amici, voglio ringraziarvi per lo spirito di squadra e di sacrificio che avete dimostrato in una giornata critica come quella di ieri. Per un altro intoppo tecnico del sistema, abbiamo rischiato seriamente di non uscire affatto, o comunque di veder tagliate edizioni e/o foliazioni. È la seconda volta che succede in tre giorni, e l’episodio si aggiunge a una lunga sequela di piccoli o grandi incidenti che Atex continua a generare ormai quasi ogni giorno. Tutto ciò è intollerabile, e di questo ho ovviamente discusso a più riprese con l’azienda, alla quale ho chiesto una soluzione strutturale e definitiva del problema. Ma nel frattempo, se ieri sera il peggio non è accaduto, questo si deve a voi e allo straordinario lavoro che avete fatto. Tanto più importante e prezioso perché ne siete stati capaci durante una stagione difficile, che ci vede tuttora coinvolti in un doloroso ma necessario piano di ristrutturazione aziendale di cui a settembre vedremo gli effetti ulteriori”.

Atex, attraverso il suo amministratore delegato Federico Marturano, ha affermato che le problematiche denunciate da Giannini non sono da imputare all’Azienda, che le edizioni nazionali e locali sono state stampate e distribuite in maniera regolare e che si riserva di valutare ogni azione legale per difendere la sua immagine.

Approfondimenti