Boccia: “Non è più tollerabile un canone interamente assorbito dalla Rai”

0
226
Foto dal profilo twitter @F_Boccia

Sulla Rai e sulla destinazione del canone (un miliardo 780 milioni nel 2018) nel Partito Democratico c’è un po’ di confusione. Qualche giorno fa l’onorevole Antonello Giacomelli – che i boatos raccontano prossimo a sedersi sui banchi dell’AgCom – aveva promesso all’ad Rai Fabrizio Salini di essere pronto a firmare un emendamento che riconsegnasse tutto l’extragettito del canone (15 euro su 90 li prende ogni anno lo Stato) a Viale Mazzini. A distanza di poche ore il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia (suo compagno di partito) chiede alla Rai di dividersi il canone con le tv locali, e non solo.

“Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai”, spiega Boccia a margine di un evento a Milano. “Serve aprire un dibattito serio”, tra l’altro, “sulla destinazione della quota di canone Rai, pagato dai cittadini”. E ancora: “Tv locali, in forte crisi, giornali locali e nazionali con approfondimenti territoriali e gli stessi giornali on line con giornalisti professionisti oggi rischiano di ridimensionare le proprie attività perché non reggono il confronto con un mondo senza regole da un lato, e un mondo come quello Rai chiuso a riccio dall’altro ma protetto nella sua conservazione dalla politica più retrograda”.

Approfondimenti