Bonus Pc. Il Tar respinge il ricorso dei rivenditori di elettrodomestici

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Cavi per la connessione ultraveloce
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Niente da fare per Aires e Ancra, le associazioni che rappresentano i rivenditori e i commercianti di elettrodomestici, che avevano fatto ricorso al Tar contro l’esclusione di tutti gli operatori diversi da quelli di telecomunicazioni, dall’importante occasione di mercato rappresentata dal bonus Pc. Il Tar ha respinto la loro richiesta di sospensiva d’urgenza permettendo il proseguimento dell’erogazione dei voucher che così non verranno bloccati. Il Tribunale amministrativo ora dovrà esprimersi nel merito della vicenda con tempi che, però, inevitabilmente si allungheranno.

Una prima importante vittoria per il Ministero dello sviluppo economico che fa sapere come sia stata “riconosciuta la piena legittimità del decreto del Ministro Patuanelli teso a fornire connettività e device alle fasce deboli della popolazioni nell’attuale fase emergenziale”. La norma prevede il bonus fino a 500 euro per l’acquisto di Internet a banda ultralarga e un tablet o pc per cittadini con Isee fino a 20.000 euro.

Non sono dello stesso avviso le due associazioni ricorrenti. Andrea Scozzoli, Presidente di Aires, è sicuro che “la motivazione del provvedimento sommario del Tar rafforza la nostra convinzione di essere nel giusto, e questo apparirà in maniera evidente nella sentenza sul merito”.

“Quanto alla sospensiva che non è stata decisa dal Tar – gli fa eco il Presidente dell’Ancra Piegiovanni Schiavotto -, giova ricordare che il nostro vero obbiettivo non è certo quello di fermare un provvedimento giusto nelle sue finalità, e del quale il Paese ha bisogno, ma solo di ottenere che venga corretto nella sua attuazione”. Schiavotto lancia un appello al Ministero a “lavorare insieme per trovare una soluzione condivisa e migliorare da subito il provvedimento” considerando “inaccettabile che la situazione di incertezza possa durare fino alla sentenza del TAR attesa tra molte settimane”.

Anche l’Aduc, l’Associazione dei diritti degli utenti e consumatori, commenta così la sentenza: “comprendiamo che il bonus è concepito per la connettività ed è questo l’aspetto importante ma – si legge in una nota -, visto che comunque col bonus si possono acquistare anche dei device, non si capisce perché si debba farlo ad un prezzo maggiore rispetto a quelli medi di mercato. E, proprio perché il bonus è rivolto alle fasce redditualmente più deboli, ci sfugge la ratio per cui queste fasce debbano essere penalizzate rispetto a chi acquista questi prodotti non dai fornitori di connettività”. “Ovviamente si può anche pensare che questo provvedimento del bonus sia stato concepito solo per gli operatori di banda larga – continua la nota – e che, per la parte relativa all’acquisto dei device, renderlo fruibile rispetto al mercato avrebbe potuto far venire meno il vantaggio dato a questi operatori di tlc… ma questo è un pensiero cattivo. E lo lasciamo qui”. “E’ evidente – conclude l’associazione -che il risparmio per i consumatori (i più deboli in questo caso) è un aspetto secondario per la sentenza di oggi”.

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