Canone Rai: nel 2020 le entrate diminuiranno di 20 milioni

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La Rai chiuderà il bilancio 2019 in sostanziale pareggio. E un piccolo “aiutino” al fatturato del Gruppo l’hanno dato anche le entrate da “canone speciale”. Si tratta di esercizi commerciali, alberghi, società, imprese, uffici pubblici e quant’altro che nel 2019 – a quanto apprende Lo Specialista – hanno versato nella casse di Viale Mazzini circa 92 milioni di euro. Nel 2018 erano stati 79,6 milioni, 79 milioni nel 2017 e 77,8 milioni nel 2016. Una voce d’entrata (netta) in crescita costante, insomma, ma che quest’anno avrebbe fatto davvero un balzo di oltre 12 milioni. A versare il canone speciale Rai sono circa 240 mila esercizi commerciali per la televisione e circa 65 mila per la radio.

MENO MOROSI – Ma non sarà un 2020 altrettanto “speciale” per le entrate da canone. Lo Specialista ha consultato i numeri del settimo piano e guardando al canone mancheranno all’appello ben 20 milioni. La Rai ha incassato dal canone in totale nel 2018 un miliardo 758 milioni; nel 2019 incasserà un miliardo 791 milioni (+33 milioni); ma la stima per il 2020 racconta di entrate da canone per un miliardo 771 milioni. Come detto, mancano all’appello 20 milioni, sembra dovuti alla diminuzione dei canoni da riscossione coattiva. L’Azienda – anche con il canone in bolletta – stima il 7% di evasione e il 3% di morosi. Sembra che questi ultimi stiano diminuendo…

CHI E QUANTO DEVE PAGARE – A pagare il canone “speciale” dovrebbero essere alberghi, pensioni, locande, residence, villaggi turistici, campeggi, esercizi pubblici, sportelli bancari, navi, aerei, ospedali, cliniche, circoli, associazioni, istituti religiosi, studi professionali, botteghe, negozi, mense aziendali e comunque tutti coloro che detengono un “apparecchio” atto alla ricezione dei canali Rai “fuori dall’ambito domestico”. Il tutto per un importo che varia da 6.789,40 a 203,70 euro l’anno (29,94 euro l’anno per la radio). Ma in realtà – nonostante questa imposta sia anche deducibile – non è versata da oltre l’80% dei soggetti che dovrebbero pagarla, determinando mancati ricavi per oltre 300 milioni di euro l’anno.

GLI “SCERIFFI” DI VIALE MAZZINI – Della riscossione del canone “speciale” si occupa la Rai. Come? In sostanza utilizzando due strumenti. Il primo è l’impiego sul territorio – ormai dal lontano 1999 – di una settantina di agenti pagati a provvigione (nel 2015 erano 114, ma con la riforma una quarantina di “sceriffi” hanno perso il lavoro). A questi sembra che di recente si sia aggiunto anche personale interno Rai. Controllori che non potendo entrare nelle strutture private riescono a controllare soprattutto gli esercizi che hanno un affaccio su strada. Il secondo strumento è l’invio di oltre un milione di “informative” ogni anno individuando di volta in volta specifiche categorie. Informative ora diventate più performanti considerando che vengono inviate tramite Pec. Ad essere esonerati sono gli ospedali militari, le Forze Armate, gli agenti diplomatici e consolari a condizione della reciprocità nei paesi di appartenenza, i militari stranieri appartenenti alle forze Nato, alcune scuole e università e alcune associazioni assistenziali e di volontariato. Tra chi dovrebbe pagare, invece, ci sono anche le sedi dei partiti politici…

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