Carlo De Benedetti pensa al “Domani” e fa testamento

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Sono bastate un paio di interviste, una ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera (19 settembre 2020), l’altra ad Andrea Montanari su Milano Finanza (3 ottobre 2020) per capire che il nuovo quotidiano fondato da Carlo De Benedetti, e diretto da Stefano Feltri, avrà comunque un “Domani”. È in edicola dal 15 settembre scorso e a sentire l’Ingegnere le cosa vanno “molto bene”. “I primi 15 giorni – ha raccontato a Mf – abbiamo venduto una media di 35 mila copie al giorno. Ma quello che contano sono gli accessi digitali. Il futuro della testata dipende dagli abbonamenti online. È il futuro di tutti gli editori”. Certo, “ora abbiamo il vizio delle offerte a prezzi di saldo. Offrire l’abbonamento a 1 euro al mese è prendere in giro se stessi”. Le cose vanno bene, insomma: “Con 30 mila lettori, tra copie vendute e abbonamenti digitali, saremo ampiamente in utile”, aveva spiegato De Benedetti a Cazzullo. “La redazione è snella: venti giornalisti, tutti giovani”.

IL TESTAMENTO – E la conferma che le cose andranno comunque alla grande per “Domani” arriva proprio dal Corriere: “Ho già programmato il trasferimento della proprietà a una fondazione. Alla mia età devo pensare che ‘Domani’ deve sopravvivermi. Un po’ perché, come si e visto, non ho eredi appassionati ai giornali. Un po’ perché mi piace lasciare come testimone della mia presenza nell’editoria un giornale che appartenga a una fondazione”. “L’ho già costituita e l’ho dotata dei mezzi necessari a renderla sostenibile, indipendentemente da me. Per statuto la fondazione ha un capitale di dieci milioni di euro. Nel mio testamento ho previsto un’ulteriore dotazione di denaro”.

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