Carlo Freccero: il racconto della pandemia? “Pubblico della tv vittima di una forma d’ipnosi”

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L'ex direttore di Rai2, Carlo Freccero. Foto ufficio stampa Rai.

Carlo Freccero, uno dei più lucidi analisti della comunicazione, parla di pandemia con Maurizio Caverzan sul numero di Panorama. Pandemia vista come evento sanitario ma anche politico ed economico. A tal punto che per Freccero siamo passati dall’Avanti Cristo e Dopo Cristo all’avanti pandemia e dopo pandemia, con il mondo diviso tra ortodossi e dissidenti. Il tutto condito da vaccini e green pass che metterebbero in pericolo la Costituzione. E naturalmente un passaggio dell’intervista scivola sulla comunicazione. Come vengono usati i grandi quotidiani e i talk show nella costruzione di questa narrazione? “Per la comunicazione la pandemia è un grande campo di studio. Marshall McLuhan – spiega Freccero – aveva previsto una terza guerra mondiale combattuta non con le armi tradizionali, ma con l’informazione. Giornali mainstream e televisione tendono a rendere conformista l’opinione degli utenti tramite l’emissione di un messaggio unico. Invece il web, anche quando viene commissariato dalle grandi piattaforme tramite gli algoritmi, i factchecker e la censura esplicita dei dissidenti, riesce a far trapelare messaggi ‘eretici’. Sui social la censura è scandalosa, ma in qualche modo ha motivato i dissidenti. Sulla tv generalista invece non c’è censura perché non ce n’è bisogno: il pubblico della televisione sembra vittima di una forma d’ipnosi”.