Carlo Verdelli: la Rai come la grotta di Polifemo, mi ha fatto a pezzi

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Carlo Verdelli, foto dal sito Fnsi.

Ferruccio De Bortoli presenta sul Corriere della Sera il libro del direttore de la Repubblica Carlo Verdelli dal titolo “Roma non perdona”. Niente male, davvero un gesto di grande fair play tra “giornaloni” e tra grandi giornalisti. Una storia, quella di Verdelli in Viale Mazzini alle prese con il cactus gigantesco e misterioso, ormai parecchio nota. Ma vale la pena riprendere uno stralcio dell’articolo che cita il libro in uscita.

“La Rai mi ha espulso come un corpo estraneo — scrive l’autore — gli ultimi che sono entrati nella grotta romana di Polifemo per curargli la vista non ne sono usciti benissimo. II gigante se li è mangiati e poi li ha sputati a pezzettini. Parola di pezzettino”. “La grotta è di tutto rispetto — si legge nelle prime pagine — 13 mila dipendenti, 1.729 giornalisti, età media 51 anni, 10 testate giornalistiche, 13 canali televisivi, 10 canali radio, 9 centri per le produzioni tv e 5 per la radio, 11 sedi di corrispondenza all’estero. Ma la Rai, nota l’autore, è una comparsa sulla Rete, irrilevante sui social network. C’è tanto da fare per il nuovo direttore editoriale delle news che atterra al settimo piano di viale Mazzini, crea la propria squadra, ingaggia tra gli altri Francesco Merlo, e si mette subito a lavorare al piano per l’informazione. Con abnegazione e passione. Altra attitudine inconcepibile. Doveva, invece, coltivare meglio le relazioni, frequentare più i corridoi. Verdelli ha molte qualità ma non è un diplomatico”.