Casarin (Tgr): concorso giornalisti Rai sarà “sicuro e imparziale”

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Il direttore della Tgr Rai, Alessandro Casarin. Foto da Ufficio stampa Rai.

È arrivato il grande giorno. Oggi 3.722 giornalisti faranno la prima prova del concorso Rai presso la Fiera di Roma. E novanta di loro il prossimo anno saranno a disposizione della Testata giornalista regionale. AdgInforma.it ne ha parlato col direttore della Tgr, Alessandro Casarin, che in premessa ha voluto mandare un messaggio a tutti i candidati. “Devono stare tranquilli – ha esordito Casarin -, questo concorso, come quello precedente, la cui commissione, di cui ho fatto parte, era presieduta da Ferruccio de Bortoli, sarà imparziale. E bisogna dare atto all’Azienda, e in primis all’ad Fabrizio Salini, di aver investito milioni e milioni su un concorso e su assunzioni in un periodo di vacche magre e di crollo degli introiti pubblicitari. Inoltre bisogna dare atto anche all’Usigrai (sindacato dei giornalisti Rai, ndr) che ha lavorato alacremente per ottenere e difendere questo concorso”. Difenderlo da cosa? “Da più parti, non si capisce bene il motivo, volevano sospenderlo, dopo che a Roma si svolgono decine di concorsi di ogni genere con migliaia di concorrenti. La selezione – ha garantito il direttore della Tgr – si svolgerà nel massimo della sicurezza”.

A cosa vi servono questi 90 nuovi giornalisti? “Ne abbiamo davvero bisogno – ha sottolineato ancora Casarin – registriamo pesanti vuoti d’organico nelle redazioni e poi dobbiamo far partire il portale web. Lì siamo in grave ritardo, inutile cercare responsabilità, ma la Rai, la prima azienda editoriale del Paese, si deve dotare al più presto di un portale web. Abbiamo un giacimento ma ancora non lo sfruttiamo”. Quale giacimento? “Mi riferisco a tutte le nostre Testate giornalistiche, a partire da quelle regionali”. Quali sono le caratteristiche che cercate nei nuovi giornalisti? “Devono saper fare tutto, dalla cronaca allo sport, dalla politica alla giudiziaria fino all’economia. Questa è stata la mia scuola in provincia. Ho cominciato nella Prealpina di Varese… In più chiediamo l’utilizzo delle nuove tecnologie. Partiranno dal web, ma prima o poi avremo il giornalista con telecamerina e valigetta per il montaggio. Veri e propri reporter di strada pronti a realizzare un servizio a tutto tondo sul modello della ‘squadra’ di Sigfrido Ranucci”. Ma saranno davvero 90 i nuovi giornalisti della Tgr, o qualcuno lo perderà? “Forse meno di dieci tra i miei andranno alle Testate nazionali. Anche loro hanno vuoti di organico è hanno già avanzato delle richieste”.

Veniamo agli ascolti: nel 2020 il notiziario regionale delle ore 14 ha guadagnato oltre 700 mila spettatori di media e 2,5 punti di share. Ancora meglio i dati del Tgr delle 19: quasi 800 mila spettatori medi in più e quasi 3 punti di share guadagnati. Tutto merito del coronavirus? “In parte sì, ma tutti gli altri tg non hanno avuto questo incremento. E parlo anche della concorrenza”. Allora qual è il segreto? “Quando mi sono insediato (novembre 2018, ndr), al primo punto del mio piano editoriale – ha ricordato Casarin – c’era la cronaca. E con cronaca non intendo la nera, ma il racconto quotidiano del territorio. Niente teatrino della politica, non dobbiamo scimmiottare altri tg, guai a fare pastoni o interviste da salotto. Dobbiamo andare sul territorio. Questa formula si è rivelata vincente”.

Gli ascolti in effetti sono rimasti alti anche in estate, quando lo spauracchio covid non c’era più. “I telespettatori sono come i clienti di un ristorante. Se entri in un nuovo ristorante e mangi bene e il prezzo è adeguato continui a frequentarlo. Ma deve garantire sempre la qualità. E da noi, ribadisco, la qualità si chiama cronaca”. Sotto l’albero di Natale della Tgr ci saranno 90 nuovi giornalisti? “Magari, diciamo per Pasqua. Le prove orali non partiranno prima di gennaio 2021. Ma tireremo la cinghia e – ha concluso Casarin – sapremo aspettare”.

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