Casarin vuole giornalisti per la Tgr e invoca un nuovo concorso Rai

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Foto da streaming

Lo aveva già detto al convegno della Fnsi. Lo ha ribadito in commissione di Vigilanza Rai. Il direttore della Tgr, Alessandro Casarin, ha carenza di organico (750 giornalisti) ed è “favorevole a un nuovo concorso per giornalisti Rai. Ma questa volta su base regionale”. “Trascorro il mio tempo all’ufficio del personale per i trasferimenti”. Nel frattempo, visto il tempo che ci vuole per organizzare un concorso e considerando i buchi nelle redazioni, “ho chiesto anche all’Azienda di riaprire il dialogo con le scuole di giornalismo cominciando dalla scuola di Perugia che l’azienda finanzia con 1,2 milioni l’anno tra contributo e stipendi. Lì ci sono 73 nuovi giornalisti diventati professionisti che a mio giudizio rappresentano il meglio che c’è sul mercato perché sono giornalisti digital. Escono con la telecamera, montano il servizio e lo riversano in redazione. In più sono formati per l’on-line. Sono ragazzi di 25-26 anni che a postare un servizio su Facebook o su Twitter ci mettono due minuti”. Non piace invece a Casarin l’idea di continuare ad attingere dagli “idonei” (ancora circa 200) dell’ultimo concorso del 2015.

Passando al piano editoriale della Tgr, approvato con il 78,5% dei consensi a dicembre 2018, Casarin ha spiegato che “si basa sulla cronaca. Il racconto dei fatti del territorio con il doveroso spazio alle istituzioni intese come iniziative, opere pubbliche e confronto tra maggioranza e opposizione. Questa scelta è premiata dagli ascolti in netta crescita”. Il tutto condito da una stella popolare: “equilibrio”. Nel racconto dei fatti e nel rispetto del budget.

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