Castellari, Ciannamea e Salini, la tris Rai per la poltrona di ad

0
330

“Casting” Rai a Palazzo Chigi nella serata di martedì 24 luglio. Intorno al tavolo – per individuare il ticket ad-presidente da inviare al settimo piano di Viale Mazzini – il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria (azionista Rai e competente per le nomine) e i due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. A quanto filtra da ambienti dell’esecutivo, i nomi in lizza per la poltrona di ad sono tre: Andrea Castellari, amministratore delegato di Viacom International Media Networks; Marcello Ciannamea, direttore dei Palinsesti Rai; e Fabrizio Salini (il favorito), direttore generale di Stand by Me. Due manager esterni e uno interno.

“L’incontro è andato bene ma non abbiamo ancora chiuso”, ha commentato Di Maio al termine del vertice. Probabile che Tria non voglia fare da spettatore, e assai probabile che si stia discutendo anche di reti e testate giornalistiche, a partire da quelle già vacanti (radio e Tgr). Ma il boccone più ambito resta il Tg1, dove il M5S vedrebbe bene Milena Gabanelli e la Lega uno tra Mario Giordano e Paolo Del Debbio, gli “urlatori” pro Carroccio epurati da Rete4…

A complicare la partita, dunque, l’esigenza di chiudere subito il pacchetto Rai al completo, compresa l’informazione. Il tutto per lasciare “ampio” margine di manovra al nuovo cda. Per la presidenza restano sul tavolo Giovanna Bianchi Clerici (quotazioni in ribasso) e Gianmarco Mazzi (candidato ancora non “digerito” da tutti). Ma c’è tempo fino al Consiglio dei Ministri di venerdì per decidere.

Un vertice osservato con molta attenzione dall’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai. “Abbiamo letto e riletto la legge Renzi. Per quanto effettivamente consegni al governo il controllo pressoché totale della Rai, ancora non prevede che siano i vice presidenti del Consiglio a decidere i vertici ed i direttori”, ha scritto in una nota il segretario Vittorio Di Trapani. “Quello che sta avvenendo in queste ore è senza precedenti: un amministratore delegato selezionato dai vice presidenti del Consiglio e non dal ministro dell’Economia, cui spetta per legge la proposta; e in più con la condizione imposta di dover accettare la vecchia pratica della lottizzazione delle Direzioni dettata dai partiti di governo. Noi ovviamente verificheremo se esistono strade anche legali per bloccare questa deriva. Intanto i 5 Consiglieri di Amministrazione della Rai già eletti, non hanno nulla da dire? Tutti accettano questo commissariamento di fatto?” Al vertice Di Maio e Salvini, per salvare la forma, hanno invitato pure Tria. Forse lasceranno anche che abbia un pizzico di voce in capitolo. Resta il fatto che il governo ha messo i piedi sotto il tavolo Rai e ora chiederà che si apparecchi l’informazione del cambiamento, tg per tg…

Approfondimenti