Cda Rai, Fabrizio Tosini: “Porterei la voce dei sindacati al settimo piano”

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*Fabrizio Tosini, segretario nazionale Ugl-Informazione*

Presto i lavoratori della Rai saranno chiamati alle urne. Lunedì 7 giugno 2021, infatti, torneranno per la seconda volta a scegliere il proprio rappresentante nel cda Rai che rimarrà in carica per tre anni. I candidati (tre anni fa furono 15) questa volta sono solo cinque: si tratta del consigliere uscente Riccardo Laganà, fondatore di Indignerai e ora sostenuto anche da Snater e Usigrai; Fabrizio Tosini, Segretario nazionale Ugl-Informazione; Anna Lupi, funzionario sostenuta da Libersind-Confsal; la giornalista Claudia Pregno, redattore ordinario (e membro del Cdr) alla Tgr Piemonte dove conduce il Tg scientifico Leonardo; e infine Cesare Cantù, montatore della sede Rai di Corso Sempione a Milano. I “bookmaker” del settimo piano non hanno dubbi: Laganà è il favorito. Ma sembra che dovrà guardarsi in particolare da Tosini, in crescita nei “sondaggi” di Viale Mazzini. AdgInforma.it lo ha intervistato.

CABINA DI REGIA SINDACALE – Classe 1964, dipendente Rai da 28 anni, una lunga esperienza sindacale oltre che produttore esecutivo del programma Agorà, se dovessi essere eletto, cosa farai una volta varcata la soglia della Sala Orsello? “La prima cosa sarebbe chiamare a raccolta tutti i sindacati – ha premesso Tosini – per formare una squadra pronta a supportarmi. L’unione fa la forza, da solo non andrei da nessuna parte”. Una sorta di “cabina di regia” dei lavoratori? “Certo, tutti devono essere rappresentati al settimo piano. E le loro istanze – quelle degne di attenzione naturalmente – le porterei sul tavolo del cda”. Ad esempio? “In primis i contratti di lavoro”. Eppure c’è solo un sindacato che ti sostiene in questa corsa, nessun rancore? “Non contano le sigle, contano i lavoratori. E per me sono tutti uguali e vanno rappresentati allo stesso modo: dirigenti, giornalisti, funzionari, quadri, impiegati e operai”.

LA MIA CANDIDATURA È RIVOLTA A TUTTI – Il consigliere Laganà ha denunciato l’influenza dei partiti al settimo piano. Non temi di diventare anche tu un “ostaggio” della politica? “Sarebbero tutti i sindacati – ha aggiunto Tosini – a darmi la forza di rappresentare i lavoratori e di portare la loro voce al settimo piano”. Il tuo è un appello a tutti i lavoratori o ti rivolgi a quelli vicini all’area di centrodestra? “Chiedo il voto di tutte le categorie dei lavoratori che devono tornare a fare fronte comune per un solo obiettivo: la salvaguardia e il rilancio del servizio pubblico. E al centro del progetto ci sarà il miglioramento delle condizioni del lavoro”. Quindi sbaglia chi etichetta questa candidatura come di centrodestra? “A volte i giornalisti sono un po’ fantasiosi, la mia candidatura è rivolta a tutti i colleghi, non mi interessa cosa votano nell’urna, ognuno ha le proprie idee ed è libero di scegliersi i rappresentanti. Cerco sostegno per contribuire a rilanciare l’Azienda”. A giugno si riunisce l’assemblea degli azionisti e Palazzo Chigi indicherà un nuovo amministratore delegato. Meglio interno o esterno? “Non ho dubbi, un interno, chiunque esso sia. Solo un interno già conosce la macchina. È un vantaggio enorme. Un esterno, anche se bravissimo, avrebbe bisogno di tempo per imparare a manovrare. Tempo che arriva, che capisce dove sta, che impara i meccanismi e – ha concluso Tosini – si perde tempo”. E in effetti questa Rai di tempo da perdere non ne ha…

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