Cda Rai. I dipendenti eleggono il loro rappresentante. Polemica sul “silenzio elettorale” violato

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La sede centrale Rai di Viale Mazzini a Roma - Foto da https://commons.wikimedia.org/

Oggi è il giorno tanto atteso in cui i dipendenti Rai sono chiamati ad esprimere il proprio rappresentante nel Cda di Viale Mazzini. Le urne si sono aperte a mezzanotte e si chiuderanno stasera alle 21. Un voto facile da esprimere: basta collegarsi al sito dedicato https://www.elezioni.rai.it con mail e password aziendali e scegliere uno dei cinque candidati che abbiamo presentato nei giorni scorsi su AdgInforma.it. Un voto tanto facile quanto sentito perché per la seconda volta nella storia della tv di Stato (la possibilità è stata introdotta dalla legge di riforma della Rai del 2015) i dipendenti, attraverso un loro rappresentante, possono partecipare direttamente alla gestione di una grande azienda di interesse pubblico come è la Rai. A mettere altro pepe su questa tornata elettorale è arrivata anche la polemica dell’ultimo giorno. La “pietra dello scandalo” è stata una comunicazione inviata dall’UsigRai a tutti i giornalisti, nel giorno del silenzio elettorale.

La mail dell’Usigrai – La missiva inviata dalla segreteria del sindacato interno della Rai, invita tutti i colleghi a votare perché, si legge, “una grande affluenza renderà più forti lavoratrici e lavoratori”, in un momento in cui “partiti e governo stanno dimostrando tutta la loro determinazione nel tenere la Rai sotto il proprio più stretto controllo”. La mail, nello spiegare modalità e tempistiche del voto, ricorda anche ai destinatari che “l’Usigrai ha scelto di non presentare un proprio candidato. Ma ha deciso di sostenere il Consigliere uscente Riccardo Laganà”. E spiega i motivi di questa scelta ricordando i successi ed il lavoro di Laganà nei tre anni di lavoro nel Consiglio di amministrazione.

Pluralismo e libertà non ci sta – Tempistiche e toni della lettera non sono piaciuti ad una parte del sindacato stesso, la corrente “Pluralismo e Libertà” che, attraverso una nota firmata da Elisa Billato ed Americo Mancini, definiscono un “fatto grave”, la mail inviata dalla maggioranza dell’Usigrai ai giornalisti “con l’invito a votare per un candidato”, “perché finisce per stravolgere completamente il compito dei Cdr, che non possono essere veicolo di indebita campagna elettorale”. Una azione che i due esponenti di Pluralismo e libertà definiscono “nei fatti una violazione del silenzio elettorale” e da considerare ancor più grave perché “la violazione viene fatta da un sindacato”. Una vicenda che, a detta di Billato e Mancini, “conferma sempre più l’urgenza di un profondo cambiamento del modo di concepire l’azione del sindacato dei giornalisti all’interno della RAI”.

Obiezioni condivise da Claudia Pregno, una delle cinque candidate che AdgInforma.it ha intervistato nei giorni scorsi. La giornalista della Tgr Piemonte ha protestato contro la lettera inviata dall’Usigrai, sottolinando come la mail è arrivata nello stesso giorno in cui ai candidati “è stata disabilitata la email di comunicazione aziendale per scopi elettorali”. La giornalista ha tenuto a sottolineare “che il silenzio non è regola applicabile ai soli candidati, ma anche ai sostenitori”. Ed ha sottolineato come l’azione rappresenti un “evidente abuso di posizione dominante e utilizzo improprio dei dati dei dipendenti” perché “è evidente siano stati utilizzati strumenti aziendali di cui l’Usigrai ha disponibilità, grazie al ruolo che ricopre, e che non sono nella disponibilità degli altri elettori”.

Lettera 22 chiede l’intervento della Fnsi – Allo stesso modo la pensa “Lettera 22”, altra corrente sindacale, che chiama in causa direttamente la Fnsi richiedendone l’intervento contro quella che definisce “propaganda elettorale” da parte dell’UsigRai, fatta utilizzando i Cdr. Organismi che, si legge in una nota, “non possono essere utilizzati come strumenti alle dirette dipendenze del segretario dell’UsigRai Di Trapani nè tantomeno come cinghia di trasmissione dei suoi interessi di parte”. Da qui la richiesta di intervento: “Cosa ha intenzione di fare ora la Fnsi? Interverrà per rassicurare l’immediato ripristino della correttezza e delle regole domocratiche, richiamando il segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani, oppure – per l’ennesima volta – si voltera dall’altra parte rendendosi complice di un modus operandi al di fuori di ogni minima regola civile e democratica, prima ancora che sindacale?”.

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