Cda Rai: per Riccardo Laganà altri tre anni in un palazzo d’amianto

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Riccardo Laganà, foto da streaming.

È prassi consolidata che chi governa poi al momento dell’urna paghi dazio. Non è stato così per Riccardo Laganà, appena rieletto dai lavoratori Rai nel consiglio d’amministrazione che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. Lunedì 7 giugno alle 21 stop al voto elettronico. E Laganà – con quasi mille voti in più rispetto al 2018 – ha prenotato di nuovo l’ascensore con la chiave che porta al settimo piano di Viale Mazzini. Lo hanno votato 2.888 colleghi (tre anni fa furono 1.916). E dietro ha lasciato il vuoto. Fabrizio Tosini, Segretario nazionale Ugl-Informazione, ha preso 1.275 voti; Cesare Cantù, montatore della sede Rai di Corso Sempione a Milano, 807 voti; Anna Lupi, funzionario sostenuta da Libersind-Confsal, 624 voti; e la giornalista Claudia Pregno, redattore ordinario (e membro del Cdr) alla Tgr Piemonte, 592 voti. Le schede bianche son state 183. “L’affluenza alle urne – conferma una nota dell’Azienda – è stata del 55,49% con 6.369 voti”. Un’affluenza di pochissimo inferiore a quella di tre anni fa: su 11.719 aventi diritto, parteciparono al voto in 6.676 dipendenti con un’affluenza alle urne del 56%.

L’UNICO NON ELETTO DA PARTITI E GOVERNO – Laganà, 46 anni, assunto in Rai nel lontano 1996, tecnico di produzione in Via Teulada a Roma, in questa tornata elettorale gareggiava sul velluto. La “Triplice” non ha espresso un candidato; e i dirigenti, con una base elettorale di 280 voti, non si sono neanche voluti sporcare le mani. Chi se l’è sporcate, invece, è stato l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, con il sostegno proprio a Laganà. “Complimenti a lui per uno straordinario risultato”, commenta il segretario Vittorio Di Trapani. “E grazie alle lavoratrici e ai lavoratori che, con la loro partecipazione, hanno dato forza al Consigliere che siederà nel nuovo cda eletto dai dipendenti, l’unico non eletto da partiti e governo”. Insomma, un risultato per i bookmaker di Viale Mazzini, parecchio scontato. Ora Laganà aspetterà per un mesetto circa nella Sala Orsello l’arrivo degli altri sei consiglieri, tra cui l’ad e il presidente. Dovrà incrociare le spade con un nascituro board in cui tutti i partiti (o quasi) otterranno uno strapuntino. Non resta che auguragli dei buoni compagni di viaggio. Il cda – pensando a Mario Draghi – dei migliori…

NAUSEA E VERTIGINI – Questa volta Laganà non dovrà lottare per avere una stanza. Conosce meglio i piani alti dove abbondano piante e arazzi ma anche i sussurri. Ha girato per i centri di produzione, ha incontrato i colleghi, conosce meglio la sua Rai. E soprattutto i dossier sono già tutti sul suo tavolo. Sarà difficile coglierlo in castagna… Certo “nausea e vertigini” non mancheranno anche nel prossimo triennio. Così come è probabile che i cda continueranno ad essere “psichedelici”. “Scatole di cioccolatini – come ha raccontato lui stesso – in cui non sai mai quello che ti capita…” e in cui di “trasparente ho visto solo il bicchiere di vetro di fronte alla mia postazione”. Non resta che auguragli buon viaggio…

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