Cda Rai: Usigrai (sindacato giornalisti) verso sostegno a Riccardo Laganà

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Foto da Wikimedia.org

Tra stasera e domani mattina l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, scioglierà ufficialmente la riserva. Ma al momento – a quanto apprende AdgInforma.it – il Segretario Vittorio Di Trapani ha pochi dubbi: chiederà ai suoi di sostenere la candidatura al cda Rai di Riccardo Laganà. E non è poco considerando i circa duemila voti che ha in pancia. Di Trapani sin dall’inizio di questa “partita” ha invocato la convergenza di tutti i sindacati su una candidatura unitaria. Una strategia utile a dare forza a chi andrà in cda eletto dai dipendenti, tanto da spingersi ad una provocazione: l’eletto sia nominato presidente dell’Azienda. Il messaggio è stato inequivocabile: oltrepassare gli steccati sindacali e mandare un segnale di unità e compattezza dentro e fuori dall’Azienda. Ma l’intesa al momento non è stata trovata. Per coerenza con questo ragionamento, mancando l’accordo con gli altri sindacati, i giornalisti decidono dunque di fare un passo indietro, di non avere un candidato di bandiera e di dare forza al consigliere uscente con il quale in questi anni si è comunque instaurato un dialogo e una forma di collaborazione. Un gesto forte pensando anche a qual è la base elettorale di Laganà: quell’Indignerai che certo non guarda con favore ai giornalisti e ai sindacati.

GLI ALTRI SINDACATI – In attesa di sapere cosa avranno deciso Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil (alla loro indicazione guardano circa 10 mila dipendenti tra funzionari e quadri, impiegati e operai), l’Ugl (e forse anche Libersind) punta sulla candidatura di Fabrizio Tosini che proverà a drenare voti nell’area politica di centrodestra dell’Azienda. I dirigenti dell’Adrai, come i giornalisti, non avranno un candidato di bandiera: inutile mandare un dirigente, con una base elettorale di appena 280 voti, nel “tritacarne” delle urne. E lo Snater sosterrà Laganà. Con queste “carte” sul tavolo il tecnico di produzione, fondatore di Indignerai, avrebbe serie possibilità di fare il bis. Ma la campagna elettorale questa volta si annuncia strana, con logiche diverse. Vediamo quali saranno (e con quale curriculum) i candidati che saranno riusciti, con o senza i sindacati, a raccogliere entro il 30 aprile le 150 firme in tempi di covid. E poi capiremo quanto soffieranno forte – anche tra i dipendenti – la brezza sindacale e politica…

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