Censis. Italiani sempre più connessi e digitali. Crisi senza ritorno della stampa

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Foto da https://pixabay.com/

Sempre meno carta stampata, sempre più internet. È questa la fotografia delle abitudini degli italiani in materia di comunicazione e media, scattata dal 55simo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese presentato a Roma al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. (Venerdì 3 Dicembre 2021). Dal rapporto si evidenzia la sempre maggiore connessione e digitalizzazione dei nostri connazionali che navigano sempre più su Internet e spendono sempre di più per acquistare dispositivi digitali (Smartphone, tablet, pc).

Allo stesso tempo si accentua la crisi, che pare ormai irreversibile, dei media a stampa. Il dato più impressionante è quello dei quotidiani venduti in edicola: nel 2007 erano letti dal 67,0% degli italiani e che ora si sono ridotti al 29,1% (-8,2% rispetto al 2019). Lo stesso dicasi per i settimanali (-6,5% nel biennio) e i mensili (-7,8%).

Chi non tramonta mai è la televisione. I dati del Censis dicono sia i telespettatori della tv tradizionale (il digitale terrestre: +0,5% rispetto al 2019) e della tv satellitare (+0,5%), sia quelli della tv via internet (web tv e smart tv salgono al 41,9% di utenza: +7,4% nel biennio) e della mobile tv, passata dall’1,0% di spettatori nel 2007 a un terzo degli italiani oggi (33,4%), con un aumento del 5,2% solo negli ultimi due anni.

Anche la sorella cieca della tv, continua ad essere amata dagli italiani. L’ascolto della radio si mantiene costante con il 79,6% degli italiani che la scelgono. La radio si conferma anche come un mezzo versatile e all’avanguradia con gli italiani che la ascoltano maggiormente via PC (+2,9%) e smartphone (+2,5%).

Tornando alla carta, se pochissimi ormai leggono il quotidiano, il libro sembra essere tornato di moda, arrestando una emorragia di lettori che durava da anni: nel 2021 il 43,6% degli italiani ha letto almeno un libro nel corso dell’anno, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2019 (sebbene nel 2007 chi aveva letto almeno un libro nel corso dell’anno era il 59,4% della popolazione).

Ma la vera passione degli italiani è indiscutibilmente internet: l’83,5% dei nostri connazionali accede regolarmente al web (+4,2% rispetto al 2019) così come in costante aumento sono coloro che si collegano ai social network (+6,7%).

Per quanto riguarda le fonti di informazione i telegiornali sono ancora quella preferita (60,1% degli italiani). Sono un riferimento indiscusso per i 65-80enni (73,2%), ma anche per il 42,3% dei 14-29enni. Al secondo posto c’è Facebook, utilizzato dal 30,1% degli italiani a scopi informativi, seguito da Google. A tale proposito, il 45,8% degli italiani non ha apprezzato gli interventi televisivi di virologi e epidemiologi, in quanto hanno creato confusione, disorientamento e allarmismo.

In rete gli italiani ci vanno più che altro per cercare informazioni su aziende, prodotti, servizi (64,9%), trovare strade o località (54,3%), fare acquisti online (51,6%), ascoltare musica (48,1%) e svolgere operazioni bancarie (46,6%). Dopo aver utilizzato i servizi online durante l’emergenza sanitaria, gli italiani non vogliono più tornare indietro e quindi considerano irrinunciabile la Pubblica amministrazione digitale.

Il 48,7% ha attivato lo SPID, ma ci sono troppe differenza sociali e territoriali. L’identità digitale è stata attivata soprattutto nelle grandi città, nelle regioni del Nord e dai cittadini con un titolo di studio più elevato.

Il quadro generale – Al di là della comunicazione il quadro sociale dipinto dal rapporto è quello di un Paese dove cresce l’irrazionalità, quella per cui il Covid non esiste (5.9% circa 3 milioni), i vaccini sono inutili (10,9%), e riporta a galla vecchi tabù, per cui la terra è piatta (5,8%) e l’uomo non è mai sbarcato sulla luna (10,9%).

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