Cerimonia del Ventaglio, Mattarella: “garantire previdenza e ammortizzatori sociali”

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Palazzo del Quirinale 28 luglio 2021. Cerimonia del ventaglio

Nel corso della annuale Cerimonia del Ventaglio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto l’occasione di fare il punto sulla situazione del mondo dell’informazione e di esprimere le proprie considerazioni in tema di diritti dei giornalisti e non solo. Uno dei temi centrali è stato quello relativo alla libertà di stampa, con la necessità, secondo Mattarella, di assicurare “la massima attenzione alla proposta annunciata dalla Commissione Europea di un provvedimento normativo per la libertà dei mezzi di espressione, così come all’annuncio della presentazione, il prossimo autunno, di una direttiva per la protezione dei giornalisti contro le azioni bavaglio dirette a far tacere, o a scoraggiare, le voci dei media”. Allo stesso modo, “alla cornice di sicurezza entro cui devono poter operare i giornalisti, si aggiunge l’esigenza di agire affinché il processo di ristrutturazione e di riorganizzazione del comparto industriale dei media non veda indebolirsi il loro contributo alla vita democratica del Paese”.

Altra questione di grande rilevanza è la tutela e l’implementazione dei diritti dei giornalisti in ambito previdenziale: “Garantire rigore e autonomia significa prendere atto che ai giornalisti iscritti all’Ordine e, dunque, chiamati a svolgere un’attività racchiusa nell’ambito di specifiche regole deontologiche, vanno applicate quanto meno garanzie eguali alle categorie di lavoratori, a partire dall’ambito previdenziale, nel quale è ragionevole che valga, per la prestazione pensionistica, la garanzia pubblica assicurata a tutti i lavoratori dipendenti” spiega il Capo dello Stato nel suo intervento durante la cerimonia, “inoltre, lo stesso criterio è bene che trovi applicazione in materia di ammortizzatori sociali, diretti ad affrontare crisi aziendali per superarle e anche per accompagnare la trasformazione dei supporti tecnologici che assicurano la circolazione delle notizie”. Parole, quelle del Presidente, che intendono indicare alla politica e agli organi di settore una strada per risolvere, o quantomeno attenuare, i problemi che ormai da anni affliggono il mondo dell’informazione e dell’editoria. Ciò potrebbe avvenire attraverso l’attuazione di una riforma sistemica che riorganizzi il comparto e le relative norme.

“Le parole del presidente della Repubblica sul pluralismo dell’informazione e sulla necessità di proteggere il lavoro dei giornalisti rappresentano un richiamo per tutti” commentano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, Segretario generale e Presidente della Fnsi, “al Capo dello Stato va il sentito ringraziamento della Federazione nazionale della Stampa italiana perché, come già in altre occasioni nel corso del suo mandato, ha sottolineato il ruolo fondamentale della stampa, evidenziando la necessità di garantirne rigore e autonomia, non soltanto con il rispetto delle regole deontologiche, sempre più spesso calpestate con la certezza dell’impunità, ma anche attraverso specifiche garanzie per il lavoro e per la previdenza”. Ancora secondo Lorusso e Giuletti, è perciò fondamentale che alle dichiarazioni di Mattarella seguano “azioni concrete sia da parte del Parlamento, dove da tempo giacciono proposte di legge per difendere la libertà e l’autonomia dei giornalisti, sia da parte del governo”. E ancora, “i richiami del Quirinale, uniti a quelli della Commissione europea nel rapporto sullo Stato di diritto, rendono  ineludibile, nell’ambito delle azioni per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’apertura di un tavolo per una riforma organica del mondo dell’informazione e del settore editoriale, necessaria per governare la fase di transizione digitale, rilanciare il mercato del lavoro e garantire la previdenza”.