Chi è Andrea Duilio. Il nuovo ad di Sky

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Andrea Duilio nuovo amministratore delegato di Sky - Foto da streaming

Sarà Andrea Duilio a prendere il posto lasciato vacante da Maximo Ibarra, come amministratore delegato di Sky Italia. Duilio assumerà l’incarico a partire dal 6 settembre 2021, riportando a Stephen van Rooyen, Ceo UK & Europe di Sky.

“Sono lieto di dare il benvenuto a Andrea Duilio come nuovo AD di Sky Italia e di poter lavorare insieme a lui nell’attuazione dei nostri ambiziosi piani di sviluppo -commenta Stephen van Rooyen. L’esperienza maturata da Duilio darà un’importante spinta al processo di innovazione e di crescita di Sky Italia, completando la transizione verso un modello operativo più snello e integrato con il gruppo”.

Chi è Andrea Duilio – Duilio è un manager di lungo corso, con una carriera ventennale in Vodafone, dove è entrato nel 1999 nel dipartimento “Strategy” ricoprendo ruoli di crescente responsabilità nella Business unit consumer, fino ad assumere il ruolo di Marketing director consumer e Head of customer value management consumer. Da aprile 2018 ha ricoperto il ruolo di Digital director guidando il percorso di trasformazione digitale di Vodafone Italia e da aprile 2020 il ruolo di Direttore commercial operations dove ha accelerato l’evoluzione delle operations siglando inoltre, per il mondo wholesale, una importante partnership con Postepay, il primo operatore virtuale in Italia. È laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano, è sposato e ha tre figli.

Duilio avrà il compito non facile di risollevare le sorti del gruppo in un momento non certo facile. La pay tv satellitare, appartenente al gruppo Comcast, ha da poco perso la gara dei diritti televisivi per la trasmissione della Serie A di calcio contro Dazn dopo quasi 20 anni di incontrastato predominio. Un evento simbolo dell’indirizzo che sta prendendo il mercato dei contenuti audiovisivi con le piattaforme streaming in grande ascesa e le pay tv terrestri e satellitari a cercare di difendersi. Non è un caso che le dimissioni di Maximo Ibarra erano arrivate ad Aprile scorso nel bel mezzo della partita dei diritti televisivi e dell’altrettanto difficile “partita” degli esuberi col sindacato: il piano di riorganizzazione prevede oltre 2.500 uscite su un totale di 11.000 lavoratori in 4 anni. Ibarra, con due anni di anticipo sulla scadenza naturale del suo mandato, è andato a dirigere Engineering ingegneria informatica SpA, società tecnologica italiana sostenuta da Bain Capital, e da allora la sua posizione è rimasta vacante.

La nomina di Duilio sembra indicare l’intenzione del gruppo televisivo di puntare sui servizi telefonici. Potrebbe essere questa la strategia di difesa messa in atto da Sky per difendersi dai giganti dello streaming come Netflix, Amazon, e via dicendo. “Sky aveva lanciato le prime offerte di telefonia fissa lo scorso giugno avvalendosi della rete di Open Fiber insieme a Ibarra, manager proveniente dal mondo delle tlc con un passato nell’olandese Kpm e prima in Wind – si legge in un articolo di Repubblica -. Ma adesso che il gruppo televisivo ha perso il suo contenuto più prezioso, ovvero il campionato di calcio di Serie A (che per il prossimo triennio sarà un’esclusiva di Dazn, salvo 3 partite a settimana aggiudicate a Sky) deve trovare altre fonti di ricavi e spingere sui servizi in rete fissa, oltre che su cinema, serie tv e altri contenuti sportivi”.

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