Chi è Andy Jassy. Il consulente di Bezos che guiderà Amazon

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Andy Jassy - Foto ufficio stampa Amazon

Quella di ieri è una data che resterà nella storia di Amazon. Il 5 luglio del 1994 nasceva quello che nell’arco di pochi anni sarebbe diventato il principale player mondiale dell’ecommerce e non solo. Esattamente 27 anni dopo il suo fondatore ha lasciato la guida del suo “giocattolo”, di cui era stato Ceo fin dal primo giorno. Bezos rimarrà in Amazon come presidente operativo, ma di fatto il timone dell’azienda che oggi vale 1.700 miliardi di dollari sul mercato, è passato nelle mani di Andy Jassy.

Chi è il nuovo Ceo di Amazon? Andy Jassy è un fedelissimo di Bezos. Entrato in Amazon fin dai suoi albori, lasciò la sua casa di nascita di Scarsdale (New York) nel 1997 subito dopo la laurea con lode alla Harvard business school per trasferirsi a Seattle e iniziare la sua avventura nel gruppo che all’epoca era una società di belle speranze specializzata nella rivendita di libri online. Non avrebbe mai immaginato che ventiquattro anni dopo avrebbe assunto il controllo di quello che, nel frattempo, è diventato uno dei principali colossi tecnologici al mondo.

In breve tempo Jassy si è fatto strada diventando il consulente tecnico di Bezos, seguendolo in ogni riunione. Le cronache narrano che il primo “impatto” con Bezos fu abbastanza traumatico soprattutto per quest’ultimo che si beccò un remo di kayak in testa, assetatogli involontariamente dall’incauto Jassy durante un evento aziendale. Ma il vero salto di qualità nella carriera di Jassy è arrivato nel 2006 quando è diventato amministratore delegato di Amazon Web Services, la piattaforma di cloud computing di Amazon da lui stesso ideata e che oggi, con un valore di 45 miliardi di dollari, rappresenta da sola un terzo del mercato globale nei servizi cloud ed il 60% degli utili dell’intera azienda. Erano gli albori del cloud, ma l’intuizione di Jassy di fornire spazi su dei server di proprietà del gruppo a qualsiasi programmatore che necessitasse di spazio sicuro e affidabile per le proprie attività digitali, è stata vincente vista l’esplosione di questi servizi avvenuta di lì a poco.

Le sfide future – Ora a 53 anni Jassy lascia la sua Aws per andare a dirigere l’intero gruppo. Chi lo conosce descrive il nuovo Ceo come un tecnico, molto preciso e attento ai numeri. Che ama parlare poco e fare tanto. Un manager atipico dall’indole comunque moderata che potrà essere utile nelle sfide future che attendono Amazon. In particolare queste sue qualità dovranno aiutarlo nel rapporto con le varie autorità governative e di controllo, che stanno mettendo sempre più i grandi gruppi digitali sotto la lente d’ingrandimento della loro attività. Per esempio la fresca nomina di Lina Khan, come nuovo capo dell’Antitrust americana, dipinta come nemica giurata di Amazon e delle big tech in generale, non deve aver fatto piacere ai piani alti di Seattle, che hanno già chiesto di ricusarla. Anche oltre oceano Amazon non vive vita facile visto che l’Antitrust europea sta indagando sulla posizione sua dominante e sul doppio ruolo di merchant ed ecommerce. Mentre sul lato privacy c’è il rischio di una multa da da 425 milioni di euro per violazioni del Gdpr mentre il Garante per la protezione dei dati personali vuole vederci chiaro sul trasferimento dati relativi ai servizi cloud.

Ma Amazon non ha intenzione di fermarsi e anzi Jassy dovrà guidare i tanti progetti di ampliamento del raggio d’azione societario anticipando come sempre il mercato. Tra i nuovi progetti futuri, oltre allo sbarco nel mercato della tv via streaming, con i tanti diritti acquisiti in ambito sportivo e non solo (PrimeVideo ha oltre 200 milioni di abbonati), i prossimi progetti su cui potrebbe puntare Amazon potrebbero essere la telemedicina e l’internet satellitare. Come riporta Wired.it, il progetto Amazon care telehealth prevede un team di clinici creato intorno alle esigenze di ciascuna famiglia e nella zona di Seattle già prevede visite a domicilio da parte di infermieri e consegna delle ricette, con assistenza 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Per l’internet satellitare è in fase embrionale il progetto Kuiper, che prevede di lanciare una costellazione di satelliti che fornirà connettività internet a banda larga per comunità difficilmente “illuminate” dal segnale.

E Bezos? Che fine farà? Come detto rimarrà in azienda con il ruolo di presidente operativo ma avrà più tempo da dedicare alle sue altre attività. In primis la sua volontà di conquistare lo spazio. Un’ambizione che lo porterà, il 20 luglio prossimo, a decollare con la navicella della sua altra società Blue Origin . Un viaggio che lo porterà in orbita e darà il via alla nuova era dei viaggi spaziali per civili e non più solo per addetti ai lavori. Insomma Bezos non è ancora pronto per la pensione.

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