Chi è Davide Vecchi, il nuovo direttore de “Il Tempo”

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Davide Vecchi nuovo direttore de Il Tempo - Foto da streaming

Sarà Davide Vecchi a prendere il posto di Franco Bechis alla guida de “Il Tempo”. Lo riferisce l’Adnkronos dopo che nei giorni scorsi il giornalista torinese aveva annunciato il suo addio alla direzione del quotidiano romano, probabilmente per andare a guidare la nuova testata di approfondimento politico ed economico ideato da Maurizio Belpietro.

Chi è Davide Vecchi – Perugino, 47 anni, Vecchi e stato direttore del Corriere dell’Umbria e prim’ancora giornalista d’inchiesta del Fatto Quotidiano e dell’Espresso. La sua carriera giornalistica è iniziata in cronaca alla redazione umbra de “Il Messaggero”. Trasferitosi a Milano per la scuola di giornalismo Walter Tobagi, è stato assunto e ha svolto il praticantato al primo giornale on-line Eday edito dal fondo Kiwi 2 di Elserino Piol per poi passare a L’Espresso. Per il settimanale ha pubblicato lo scoop sul nuovo filone dell’inchiesta sul Mostro di Firenze legato alla scomparsa del medico perugino Francesco Narducci e al presunto scambio di cadavere. Nel 2004 passa ad Adnkronos dove si occupa principalmente di politica.

Nel 2010 l’approdo a Il Fatto Quotidiano, dove si occupa principalmente di politica e cronaca giudiziaria, seguendo tutte le principali inchieste: il caso Ruby, MPS, il caso Rossi, lo scandalo Mose, Mafia capitale, Banca Etruria fino a Consip pubblicando numerose esclusive.

Il 19 novembre 2018 viene nominato direttore del Gruppo Corriere (Corriere dell’Umbria, Corriere di Arezzo, Corriere di Siena, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti e della Sabina), lasciando quindi Il Fatto Quotidiano.

È stato componente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti dal 2008. Rieletto nel 2013 ha rinunciato all’incarico.

Nel novembre 2021 è stato nominato consulente della commissione d’inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi.

Approfondimento per rilanciare i giornali – Per Vecchi, intervistato dal quotidiano online Editoria.tv ha il rilancio dei giornali passa dall’approfondimento. “I lettori vogliono una informazione esaustiva e seria – ha dichiarato -. E sono sempre più convinto che solamente puntando all’approfondimento i giornali potranno avere una nuova vita. La pandemia potrebbe proprio segnare il momento di svolta che da anni ormai molti invocano verso una stampa più autorevole e finalmente autonoma. Per capirci, se smettessimo di riportare gli annunci e i buoni propositi dei politici come fossero notizie e scrivessimo invece solo quando quei propositi e quegli annunci diventano realtà, quindi quando si trasformano in fatti, segneremo un importante punto di rinascita”.

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