Chi è Ferdinando Giugliano. Il nuovo consulente per i media stranieri di Draghi

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Ferdinando Giugliano nuovo advisor per la comunicazione del governo Draghi - Foto da streaming

Prosegue la rivoluzione nella comunicazione di Palazzo Chigi. Dopo la nomina di Paola Ansuini al posto di Rocco Casalino, come portavoce del presidente Draghi, nella squadra di comunicatori del premier si aggiunge Ferdinando Giugliano. Il giornalista napoletano sarà consulente per i media con attenzione particolare ai rapporti con quelli stranieri.

L’annuncio è arrivato ieri con un tweet da parte del diretto interessato che ha annunciato: “la prossima settimana inizierò un nuovo lavoro come consulente per i media del primo ministro italiano Mario Draghi”. In un altro cinguettio il nuovo consulente del premier ha voluto ringraziare tutti i colleghi di Bloomberg, realtà in cui ha lavorato negli ultimi quattro anni, ed in particolar modo David Shipley e James Boxell rispettivamente direttore esecutivo e managing editor della multinazionale americana specializzata sull’informazione finanziaria.

Chi è Ferdinando Giugliano – Il nuovo advisor nell’ambito della comunicazione di Draghi è nato a Napoli il 29 maggio 1985 e si è sempre interessato di finanza. Al suo attivo ha una laurea, un master e un dottorato in Economia all’Università di Oxford, dove ha anche insegnato. È iscritto all’albo dei giornalisti del Lazio, nell’elenco professionisti, dal 15 settembre 2016. Oltre a Bloomberg Opinon la sua carriera giornalistica si è svolta anche a La Repubblica, dove ha continuato a scrivere scrive di economia parallelamente al suo impegno oltreoceano. Dal 2011 al 2015 è stato editorialista del Financial Times, dove si è guadagnato l’appellativo di “ragazzo prodigio” per essere diventato, a soli 27 anni, uno degli editorialisti di punta del quotidiano londinese. Anche lui come Paola Ansuini ha un passato in Banca d’Italia dove è stato consulente nel 2010, così lo è stato per l’Economist intelligence unit.

Con il suo arrivo a piazza Colonna prosegue la svolta di una comunicazione più sobria e asciutta voluta dal nuovo presidente del Consiglio, Draghi. In netta contrapposizione con quella più “urlata” e sensazionalista dell’era Casalino che ha caratterizzato il governo Conte. Una “comunicazione silenziosa” come lo stesso Giugliano aveva sottolineato, sempre su twitter, qualche giorno fa commentando l’insediamento del nuovo Premier. “Mario Draghi ha riportato il silenzio nella politica italiana – aveva cinguettato Giugliano -. Perchè i tempi degli interventi contano quanto le parole. Un esempio? Whatever it takes”.

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