Chi è Stefano Marroni, il nuovo capo ufficio stampa della Rai

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il giornalista Rai Stefano Marroni. Foto dal profilo Linkedin

Cambio della guardia al quarto piano di Viale Mazzini. Il nuovo capo ufficio stampa, infatti, è Stefano Marroni che di fatto prende il posto di Anna Fraschetti che ha tenuto lo “scettro” da aprile ad agosto 2021 dopo l’addio di Claudia Mazzola, divenuta direttrice dell’Ufficio studi. Romano, 65 anni, maturità classica e laurea in medicina, Marrone diventa giornalista professionista nel 1985 e – dopo una lunga esperienza da inviato speciale a la Repubblica – dal giugno del 2002 è approdato in Rai, al Tg2, con l’incarico di vicedirettore della testata e la responsabilità della rubrica Tg2 Dossier, fino al 2007. Nel 2008 passa a Rai3, dove segue il programma Chi l’ha visto? e si occupa del rilancio dei programmi di musica colta, come Sostiene Bollani. Dal 2012 è nuovamente al Tg2 come vicedirettore e responsabile della rubrica Medicina 33. Ora la sua ultima sfida in Rai, la comunicazione… E a giudicare dall’accoglienza del comitato di redazione dovrà giocarsi bene le carte. Risponderà a Pierluigi Colantoni, nuovo direttore della Comunicazione Rai.

RAPPRESENTAZIONE RAI “ERRATA E NEGATIVA” – All’ufficio stampa Rai attualmente lavorano 15 giornalisti, tra cui il caporedattore Dante Fabiani e il vice caporedattore Carlo Casoli. Poi ci sono tre caposervizio e dieci redattori ordinari. “Il Cdr – si legge in un comunicato – accoglie con favore la decisione dell’ad Carlo Fuortes, di nominare il collega Stefano Marroni Capo Ufficio Stampa. Augurandogli buon lavoro, il cdr esprime la volontà di collaborare attivamente e di mettere a frutto le competenze professionali dei giornalisti della redazione, affinché venga sviluppato e valorizzato il ruolo dell’Ufficio Stampa Rai e perché ci sia un approccio totalmente giornalistico alla rappresentazione dell’Azienda. Una rappresentazione che, come l’ha definita lo stesso Ad, è stata ‘errata e negativa’. Fino a oggi. La redazione dell’Ufficio stampa è pronta a raccogliere la sfida del cambiamento e chiede di riportare nelle proprie mani la comunicazione di radio, tv e digital, troppo spesso affidata ad appalti esterni”.

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