Chi firma da Tokyo? Pensionati, inviati, redattori da casa (e in condominio)

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Foto di Gerhard G. da Pixabay

di Vanni Zagnoli da Professionereporter.eu Benny Casadei Lucchi, capo dello sport de Il Giornale, titolerebbe così. Il manuale Cencelli della stampa nazionale italiana alle Olimpiadi. Aveva titolato così, anni fa, un mio pezzo su tutti gli scudetti italiani. Bei tempi.

Qui raccontiamo, allora, gli inviati a Tokyo, i contrattualizzati ma anche soltanto i collaboratori a pezzo presenti a Tokyo, i pensionati, ma anche le firme da casa, dalla redazione o dalla tv, sulle Olimpiadi.

Iniziamo da La Gazzetta dello sport.

Spesso apre la sezione Giorgio Specchia, capo delle pagine di varie, inviato. Sfogliando il numero di lunedì 26 luglio troviamo la galleria dei presenti in loco: Stefano Arcobelli, firma di nuoto (softball e baseball), Riccardo Crivelli (tennis, secondo sul nuoto e anche medaglia nel sollevamento pesi) e Andrea Buongiovanni: aspettando l’atletica, fa la ginnastica, di cui è firma Federica Cocchi, da anni, ma è rimasta a Milano.

Judo e ciclismo – Ciro Scognamiglio è l’inviato del ciclismo, Antonino Morici sul judo, in genere è al desk del sito, per i video. Davide Chinellato naturalmente è in Giappone per il basket. Valerio Piccioni, inviato della vecchia guardia, sulla scherma. Gian Luca Pasini per il volley e ovviamente il beach, volley – il re delle grafiche, con il settimanale di volley che va avanti da anni – e con lo skateboard.

Volutamente, ci perdonerete, andiamo in maniera schizofrenica, passando dal tanto al poco, come sport.

La Verità, per esempio. Domenica aveva il pezzo con partenza dalla prima pagina, di Gabriele Gambini, firma di Tv zoom.

Sul Tirreno, su Gazzetta di Reggio, Modena e Mantova c’è il punto di Giorgio Billeri, della redazione di Livorno; su lunedì, c’era un pezzo di Andrea Masini, su Detti, livornese.

Date e presenze – A Tokyo c’è Leo Turrini, per il Qs (quindi Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), ci risultava in pensione. Firma l’apertura sulla medaglia femminile nel judo, l’altra su Vanessa Ferrari e una terza sul nuoto, tutte con la dicitura ‘inviato’.

Alessandro Trebbi, collaboratore di Carlino Modena, fa un’apertura su Nicolò Melli, protagonista emiliano nel basket. Qualche pagina più in là, firmerà anche lo skateboard.

Doriano Rabotti, vice capo dello sport del Resto del Carlino, firma il volley in fondo. Data Tokyo, gliene avevamo parlato di persona, sostiene che si possa datare senza essere presenti – “Basta non scrivere inviato” -, io non sono d’accordo. Se l’ho fatto, in passato, di datare, era perchè costretto o consigliato da redazioni con cui colloboravo, anche se non ero presente. Basta non mettere la città. Massimo Selleri, contrattualizzato a Bologna, pistoiese, racconta nella metà pagina inferiore il basket, appunto.

La medaglia dei pesi – Il ciclismo è naturalmente di Angelo Costa, certamente in pensione, Paolo Franci ha raccontato la medaglia dei pesi.

Altra pagina, sbuca una quarta apertura di Leo Turrini, con solo data Tokyo, senza inviato, a confermare la nostra notizia. Strano che in tre aperture figuri come inviato e nella quarta pagina no. Succede, per la fretta. Belle, comunque, le pagine a cura di Corrado Piffanelli, ferrarese, capo del Qs.

Di Avvenire, prendiamo il numero di martedì 27. Le Olimpiadi sono a pagina 12, inizia Mario Nicoliello, freelance di Brescia, con il racconto delle due medaglie in staffetta. E’ a Tokyo, anche per Il Messaggero: a metà pagina racconta la scherma. Al piede c’è Pierfranco Redaelli, sempre dal Giappone, collaboratore storico (per i 5 cerchi) del quotidiano cattolico.

Dai primi anni ’90 – Alla 13 c’è l’inviato, Alberto Caprotti, dal ’95 al 2015 capo della redazione sportiva e ora alla pagina dei motori e all’economia, comunque inviato. Classe ’64, Caprotti era presente come collaboratore al mondiale dell’86 e il grande Vladimiro Caminiti lo raccontò, su Tuttosport. All’epoca era per L’Arena di Verona, per Sport sud o qualcosa del genere, comunque un quotidiano campano che non esiste più, e anche per Avvenire, appunto. E’ inviato alle Olimpiadi dai primi anni ’90, chissà se anche da Seul ’88, andiamo a memoria; conoscendolo bene, racconta da sempre quel che gli altri trascurano, come Teresa, la portabandiera dei grassi.

La rubrica Cerchi alla testa è un cult, di Avvenire, inizialmente era di Caprotti, ora è di Massimiliano Castellani, umbro, capo dello Sport e vice della sezione che raggruppa anche gli Spettacoli e la Cultura. Caprotti e Castellani sono grandi penne, punti di forza del quotidiano diretto da Marco Tarquinio.

Di Libero prendiamo il numero di domenica. Come quasi sempre, il quotidiano ora diretto da Alessandro Sallusti, non ha inviati, sullo sport. Le firme sono peraltro di scrittura, Claudio Savelli, Daniele Dell’Orco e Federico Strumolo, ex stagista, poi Federico Danesi, torinese, con due gemelli, specialista degli sport vari. Gianluca Veneziani era partito dalla prima. Renato Bazzini è quasi certamente uno stagista, firma l’apertura sulle nazionali italiane negli sport di squadra. Le pagine sono orchestrate dal bergamasco Alessandro Dell’Orto, con il vice Tommaso Lorenzini, comasco, mentre il caporedattore con delega con sport e spettacoli è Fabrizio Biasin, che l’aveva diretto per quasi un decennio, è un altro lariano.

Collaboratori in Giappone – Il Messaggero ha come unico inviato Gianluca Cordella, foggiano, che ha raccolto l’eredità di Carlo Santi, come firma degli sport vari. A dargli manforte due collaboratori a Tokyo, Mario Nicoliello (ginnastica, volley) e Giacomo Rossetti, già letto sul basket e sulla pallanuoto.

Il ciclismo e non solo è firmato da Carlo Gugliotta, erede di Francesca Monzone, il nuoto ed editorialismi sono dell’infinito Piero Mei. In redazione il nuovo capo Alessandro Catapano, con Romolo Buffoni e Roberto Avantaggiato, più il contrattista Alberto Abbate, messinese, e l’esperto Ugo Trani, unico inviato agli Europei di calcio.

Le pagine sono passate interamente a Il Gazzettino, del nordest, che magari adatta un po’ le grafiche, le foto, quando (spesso) dispone di una pagina in meno rispetto ai colleghi in sinergia; da Venezia opera il redattore sportivo Toni Liviero.

(S)bronzi di gioia – Il Mattino di Napoli, l’altro quotidiano principale del gruppo Caltagirone, ha il richiamo in prima di Gianluca Cordella, lunedì, (S)bronzi di gioia. Le pagine sono in sinergia con il Messaggero e allora leggiamo anche Gugliotta, Nicoliello con l’intervista a Vanessa Ferrari. Poi si passa al Napoli, con Pino Taormina.

Di Repubblica guardiamo il numero di martedì 27. Alessandra Retico, inviata, già premio Ussi, ha il richiamo in prima, sul nuoto.

Dentro il fondo è di Maurizio Crosetti, inviato, prima firma, erede di Gianni Mura. A Tokyo c’è naturalmente la regina della scrittura, Emanuela Audisio, fiorentina, pensionata ma di enorme livello, letta nei mesi scorsi anche sul calcio.

Pagina 34, Mattia Chiusano, inviato, uno dei vice di Francesco Saverio Intorcia, l’avevamo incrociato nella conferenza stampa online di vigilia, sulla scherma.

Colonnino di pregio – La 35 è aperta da Fabio Tonacci, firma non sportiva, inviato, sul tiro a volo. Immancabile la splendida rubrica di Antonio Dipollina, colonnino di pregio, degli eventi sportivi visti in tv.

A pagina 37 di nuovo Crosetti e il quinto inviato, il pugliese Cosimo Cito, che da collaboratore si rivelò a L’Unità.

Il Corriere della Sera. Su lunedì – il martedì arriva dopo le 5, 4 ore più tardi rispetto a Repubblica -, parte dalla prima il commento di Arianna Ravelli, inviata, sul flop nuoto a 16 anni di Benedetta Pilato.

Dentro, L’età del bronzo, è titolato il pezzo. Gaia Piccardi, inviata, Arianna appunto, Marco Bonarrigo, collaboratore, dalla tv. Il basket è dell’inviato Marco Imarisio, che faceva lo sport a La Notte, a inizio carriera.

La ginnastica è a doppia firma, degli inviati Luca Gelmini, ex capo di Corriere.it, e di Arianna Ravelli, probabile nuovo capo dello sport, quando andrà in pensione Daniele Dallera, unitamente al vice Domenico Calcagno.

Locali sinergie – Piano basso con il basket, di Flavio Vanetti, da Tokyo, contrattualizzato da pensionato, firma in alto con data, corretto.

La Stampa ha l’inviata Giulia Zonca, compagna di Paolo Brusorio, capo della redazione sportiva, Angelo Di Marino, già direttore de La Città di Salerno, e a La Stampa capo delle sinergie con i quotidiani locali, poi l’editorialista Gianni Riotta, in loco, l’inviato Stefano Mancini, il collaboratore Alberto Dolfin, presente in Giappone, e la firma Stefano Semeraro, senza data, dunque dalla sua Bologna. Tutti pezzi che troviamo anche su Il Secolo XIX. Su Genova sport, la firma di Paola Provenzali, figlia del mito Alfredo, scomparso nel 2012, che raccontò per la radio tante Olimpiadi. Lei si occupa di nuoto e ginnastica, da Genova.

Il Giornale ha le sue firme, di prestigio, nessun inviato e inviatino.

Su lunedì, Vittorio Macioce, inviato alle ultime due olimpiadi, con partenza dalla prima, Marco Lombardo in apertura (era inviato alla scorsa olimpiade), Riccardo Signori, pensionato di prestigio, con due pezzi, il redattore Marcello Di Dio, arrivato due anni fa da Roma (venne assunto a Il Corriere di Toscana), Pier Augusto Stagi, fra i più grandi esperti italiani di ciclismo, freelance; Benny Casadei Lucchi, capo della redazione sportiva, con bella intervista a Matteo Giunta (è fra gli interlocutori privilegiati di Federica Pellegrini), Antonio Vettese sulla vela, Oscar Eleni, altro pensionato di lusso, Lucia Galli, freelance di pregio. Firma rituale è Elia Pagnoni, una vita al desk, dello sport, gli ultimi 4 anni da capo, fra gli esodati del 2019. In redazione, sulle pagine ci sono Davide Pisoni e Matteo Basile, genovese.

Nemmeno una riga – Su Domani, su martedì 27, non c’è una sola riga, di Olimpiade.

Su La Ragione, l’ultimo pezzo, nelle 8 pagine, è sportivo, di Diego De la Vega, che l’aria dello pseudonimo, però potrebbe anche esistere, da linkedin esce per esempio il profilo di un digital organizer.

Niente inviati per Il Tempo, di Roma, le firme sono giovani: Francesca Schito, Fabrizio Cicciarelli, Valentina Lo Russo. Il più noto è Simone Pieretti.

Su Il Fatto Quotidiano, l’olimpiade è solo in un colonnino a pagina 17, la prima di Secondo tempo, la firma è prestigiosissima, di Leonardo Coen, ex Repubblica. Strana la scelta di dedicare una pagina fredda, invece, allo scudetto di Ranieri al Leicester, storia di 5 anni fa, firmata da Paolo Ziliani.

Resoconti da remoto – Il Corriere dello sport, di martedì. Paolo De Laurentiis in prima, in alto, inviato. Dentro firma una passante, alla 26 c’è Marco Evangelisti, ma da remoto. Al pari di Enrico Spada, firma delle varie, collaboratore che spesso si sposta, agli eventi, romagnolo. Da Tokyo, sulla scherma, troviamo Alberto Dolfin, che ricordate firma anche su La Stampa. Da casa, Giorgio Burreddu, di Bologna, e Giorgio Marota, romano, al pari di Giorgio Marchetti. Sul tennis, Alessandro Mastroluca, alla vela Emanuela di Mundo, firme giovani. Il basket è di Fabrizio Fabbri, per anni a Il Tempo. Sul volley, da Tokyo, c’è Carlo Lisi, una vita da capo ufficio stampa della federazione pallavolo, e ora in pensione, romano. In Giappone c’è pure Franco Morabito, storica firma del canottaggio e sconfitto da Gianfranco Coppola nella corsa alla presidenza dell’Ussi. Firmano da casa Giorgio Coluccia, che scrive anche per Il Giornale, il 68enne Franco Fava, ex fondista (atletica) e anche ex redattore.

Stella al merito – Infine Tuttosport, recentemente stella al merito dello sport del Coni, proprio per avere dato tanto spazio agli sport olimpici e al presidente Malagò.

Nessun inviato, per il terzo quotidiano sportivo. Su lunedì, Piero Guerrini in prima, in seconda, Andrea Schiavon in terza e quarta, Giorgio Pasini in quinta. Sono tutti redattori. Fra i collaboratori, Emanuele Mortola, poi altri pezzi assortiti di Guerrini. Il volley del redattore Diego De Ponti, il beach di Luca Muzzioli, di volleyball.it, il tennis del torinese Roberto Bertellino, collaboratore, di nuovo Piero Guerrini. Poi Alessia Scurati, sul calcio olimpico, collaboratrice da Milano. Sino a pagina 11, compresa, ci sono le Olimpiadi.

Questo per i quotidiani che abbiamo trovato, fra un bar a Reggio Emilia, vecchie password da (ex) collaboratore e altri sistemi per vedere i pezzi cartacei ribaltati online. Pezzi di cartacei, appunto, di molte testate, nazionali e regionali. L’universo è infinito ma affascinante, un bel giro d’Italia. Con vista a cinque cerchi.

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