Cinque nomi per Il Mattino di Napoli, dopo l’abbandono a sorpresa di Monga

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Federico Monga direttore dimissionario de Il Mattino di Napoli - Foto da streaming

Aveva preso parte a tutti i preparativi per i festeggiamenti dei 130 anni del Mattino. Poi, dal giorno alla notte, Federico Monga ha lasciato il posto di direttore che occupava a Napoli dal primo giugno 2018. Sorpresa assoluta per i massimi dirigenti del Gruppo Caltagirone. Monga torna alla Stampa di Torino, che aveva lasciato nel luglio 2010. Farà il vicedirettore, al posto di Massimo Righi, che torna a Genova, per motivi personali.

In cronaca a Torino – Monga ha avvisato alle 20,30 del 4 maggio il Comitato di redazione, l’ufficio centrale e i capi dei settori. Alla Stampa è stato richiamato dal vicedirettore vicario Andrea Malaguti, braccio destro del direttore Massimo Giannini. Monga era vicecapocronista quando Malaguti era capo della Cronaca di Torino. Si affiancherà agli altri vicedirettori Flavio Corazza, Annalisa Cuzzocrea e Marco Zatterin.

Monga era arrivato al Mattino come vicedirettore, scelto dell’allora direttore Virman Cusenza, dopo la chiusura dello stato di crisi del 2009. Era diventato direttore dopo l’improvviso licenziamento in tronco del direttore Alessandro Barbano, deciso dell’editore Francesco Gaetano Caltagirone. Ora va via proprio il giorno dopo avere firmato un nuovo stato di crisi.

Idee e dinamismo – Il suo abbandono improvviso lascia un vuoto in casa Caltagirone. Chi andrà a dirigere il Mattino, testata prestigiosa in decadenza (25mila copie al giorno circa)? Fatto salvo Massimo Martinelli al Messaggero, il nome più importante in casa è quello di Giancarlo Laurenzi, direttore del Corriere Adriatico di Ancona. Difficile però spostarlo, visto il lavoro di qualità che sta svolgendo nelle Marche. Altro nome di rilievo, quello di Davide Desario, che bene sta facendo, con molte idee e dinamismo a Leggo, il quotidiano gratuito del Gruppo. Altre possibilità ancora, Pietro Rocchi, vicedirettore del Gazzettino di Venezia, Barbara Jerkov, capo di All news (coordinamento fra carta e online) al Messaggero. E il vicedirettore del Messaggero Guido Boffo, anche lui ex Stampa, uomo macchina però essenziale per il quotidiano romano.

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