Clubhouse arriva ‘quasi’ su Android

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Foto da Canva.com

Clubhouse ha – finalmente – lanciato la versione beta della propria piattaforma per utenti Android, dapprima solo negli USA, ma da qualche giorno è disponibile anche in Italia. Certo, le aspettative erano alte, benché l’entusiasmo, dopo così tanta attesa, si sia evidentemente affievolito. Il “boom” legato alla partecipazione – fra gli altri – di Elon Musk e Mark Zuckerberg è abbondantemente rientrato entro le tempistiche della memoria corta della rete. E a leggere i commenti degli utenti Android che lo hanno scaricato, probabilmente il più grande ostacolo alla vera diffusione di Clubhouse è il concetto dell’ “invite-only”.

D’altra parte, l’accoglienza “freddina” degli utenti Android è più che comprensibile: c’è voluto oltre un anno perché fosse resa disponibile una versione adatta a questo sistema operativo, e in ogni caso ormai molte altre piattaforme, incluse Twitter e Telegram, hanno funzioni solo audio disponibili sia per iOS che per Android, e non hanno lo sbarramento dell’invito, e anche Facebook, LinkedIn, Slack e Spotify hanno dichiarato di essere al lavoro per integrare un servizio audio alle proprie piattaforme. E per curiosità, siamo andati a leggere le recensioni sul PlayStore, per capire meglio l’accoglienza degli utenti.

Il primo punto da notare è che l’app per Android è ancora in versione beta: questo significa che mancano parecchie funzioni rispetto alla versione “madre” per iOS, a partire dalla possibilità di seguire determinati argomenti di discussione (un po’ come seguire argomenti e hashtag su Twitter, Instagram o LinkedIn), le traduzioni in-app, la geolocalizzazione, la possibilità di creare o gestire un club, i link ai profili Twitter e Instagram, il sistema di pagamento per “reclutare” creators, così come la – banale – possibilità di cambiare il proprio nome utente, inserire la propria data di nascita o cancellare il proprio account. In pratica, accedi, ascolti a caso, e neanche saluti. Senza contare l’impossibilità di segnalare sale dai contenuti violenti e/o discutibili.

Senza contare che non c’è la possibilità di rendere privato il proprio profilo, o quantomeno limitare la funzione “segui”: è come se il proprio profilo avesse una porta spalancata per l’intero pianeta… almeno, quella parte del pianeta che ha avuto il privilegio di un invito a Clubhouse. A quanto pare – leggendo Reddit – centinaia di utenti Android non riescono neanche a loggarsi al proprio account, benché abbiano regolarmente ricevuto un invito. Altri utenti lamentano l’assenza di tutorial o “tour” di familiarizzazione con l’app una volta effettuato il primo accesso. Altri denunciano invece una bassa qualità dell’audio – o che continui a parlare in sottofondo anche quando lo smartphone riceve una telefonata.

La speranza è che questa sfilza di bugs venga corretta nella versione definitiva dell’app per Android… ammesso che riescano a mantenere alto l’interesse: ad aprile 2021, infatti, i downloads sono precipitati a meno di un milione. Non succedeva da novembre 2020, e si è trattato di un crollo di ben l’89% rispetto al picco raggiunto a febbraio.