Col coronavirus il bilancio Rai torna in attivo, forse

0
735

In Viale Mazzini i conti del 2019 sono chiusi e come nel 2018 il bilancio si chiuderà in pareggio. Tutto da rifare, invece, il budget del 2020 inizialmente previsto in perita per ben 65 milioni. L’esplosione dell’emergenza coronavirus, infatti, ha cambiato le carte in tavola. Le calcolatrici al settimo piano sono ancora in funzione. E di stime definitive non ce ne sono. Ma una prima certezza emerge con chiarezza: la Rai non pagherà gran parte dei 137 milioni messi a budget nel 2020 per i diritti televisivi dei grandi eventi sportivi. Non saranno versati in questo esercizio i circa 70 milioni dovuti alla Uefa per gli Europei di calcio che sono stati già spostati ufficialmente al 2021. E anche i circa 40 milioni da girare a Discovery per le Olimpiadi di Tokyo – non appena il Giappone si renderà conto che dovrà rinunciare ai Giochi di quest’estate – rimarranno nelle casse Rai. Così come è assai probabile che non verranno pagati i diritti per le manifestazioni minori, come le gare di ciclismo che si proverà a far disputare in autunno.

ATTENZIONE. Questo non vuol dire che il bilancio Rai del 2020 chiuderà necessariamente in attivo. Molto dipenderà – fanno notare quelli con la calcolatrice in mano – dalla durata dell’emergenza sanitaria. Non solo, infatti, non ci saranno le entrate pubblicitarie proprio dei grandi eventi sportivi. Ma soprattutto – con l’economia in ginocchio – si teme una contrazione della raccolta da spot per la televisione tra il 15% e il 20%. Oltre dieci milioni al mese in meno per il budget di Rai Pubblicità che prevedeva una raccolta per quest’anno di 650 milioni. Se l’Italia non toglie le mascherine in tempi brevi, insomma, la Rai rischia il passivo anche senza Europei e Olimpiadi.

Approfondimenti