Comscore: 2021 anno del consolidamento della crescita digitale

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foto public domain da pxhere.com

Il 2021 è stato l’anno del consolidamento della crescita dell’uso di Internet esplosa l’anno prima a causa dell’emergenza sanitaria. Lo dicono i dati di misurazione dell’Audience digitale appena diffusi da Comscore. Nel corso dell’anno appena concluso sono stati 40,9 milioni (valore medio negli undici mesi) gli italiani che ogni mese si sono connessi a Internet, per un tasso di penetrazione del 75% sulla popolazione maggiorenne. Un dato in crescita del 6% rispetto al 2019, ma ancora lontano dai livelli di penetrazione dei Paesi digitalmente più evoluti (USA 91%; UK 86%).

Virus e internet – Dall’analisi degli andamenti mensili (l’analisi è riferita ai primi undici mesi del 2021) si evince chiaramente come i picchi di utilizzo abbiano coinciso con le varie fasi di recrudescenza del virus e intensità delle misure di contenimento. L’impatto della pandemia si manifesta chiaramente nella crescita delle audience on-line su quelle categorie di contenuti più direttamente collegate all’emergenza sanitaria e al lockdown: rispetto al 2019 si registrano incrementi del 53% degli utenti unici delle categoria Government; del 48% della categoria Education; del 29% della categoria Health i cui livelli di utilizzo sul totale della popolazione on line hanno raggiunto rispettivamente il 56%, il 64% e l’86% di penetrazione.

Lo studio sottolinea come gli incrementi più significativi si siano registrati nei segmenti di popolazione più maturi (45+) con crescite del +76% su Government; +70% Education e +53% Health. Il Covid 19 si è quindi rivelato soprattutto un fattore di accelerazione dell’utilizzo di Internet per funzioni di pubblica utilità e nel rapporto con la Pa con un impatto più marcato sulle generazioni mature.

Oltre due ore e mezzo al giorno online – Considerando il valore medio dei primi undici mesi dell’anno gli Italiani trascorrono in rete 2 ore e 37 minuti al giorno, dato allineato con quello del 2020 ma in crescita del 12% rispetto al 2019. Significative le differenze generazionali, con i giovani (18-24 anni) che passano su Internet 3 ore e 17 minuti al giorno (+22% rispetto allo stesso periodo del 2019), ovvero quasi un’ora in più rispetto alle classi d’età più mature (45+ con 2 ore e 25 minuti al giorno e un +15% sul 2019).

La Appification – Di tutto questo tempo in rete la maggior avviene attraverso le App da mobile, su cui si trascorre il 75% del tempo speso on-line, in aumento di + 8 punti percentuali rispetto al 2019. Si manifesta quindi in tutta la sua portata il cosiddetto fenomeno dell’“Appification” nella fruizione di Internet con conseguenze importanti sulle dinamiche di sviluppo e sugli equilibri di mercato.

Basti pensare che le prime 10 app per penetrazione sul mercato italiano sono tutte di proprietà di Facebook, Google e Amazon e che le prime 10 App sulla metrica del tempo speso complessivamente considerate rappresentano il 58% del totale tempo speso in App. Anche l’analisi della crescita delle diverse tipologie di App in termini di audience è esplicativa delle varie fasi d’evoluzione della pandemia. Confrontando i primi undici mesi del 2020 con quelli del 2019 le prime tre App in termini di aumento degli utenti unici mensili erano tutte di soluzioni di videoconferenza (Teams, Zoom, Google Classroom); mentre quella con la crescita più forte nei primi undici mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 è l’AppIO ed all’interno della Top Ten figurano anche l’App Ufficio Postale e l’App Poste ID, confermando il sempre più intenso utilizzo della rete per servizi di pubblica utilità.

Sempre meno tv tra i più giovani – Altro fenomeno rilevante è la progressiva polarizzazione generazionale delle diete mediatiche degli italiani. Se confrontati con i consumi televisivi, i contenuti di infotainment digitali (social, entertainment, news, gaming) costituiscono il 65% del tempo speso nella fascia d’età 18-24 anni, ma solo il 16% nella fascia d’età superiore ai 45 anni.

Il dato medio sul totale popolazione vede la televisione ancora largamente prevalente (76%) ma analizzando nel dettaglio l’articolazione socio-demografica si osservano notevoli differenze. Nel segmento 18-24 anni la componente digital è decisamente prevalente (65%) con la categoria intrattenimento on-line (dominata dai provider di video on-line) che pesa per un 30% a fronte del 35% della televisione. La fascia d’età 25-34 anni registra una distribuzione più equilibrata (55% TV e 45% Digital) mentre il peso della televisione cresce proporzionalmente all’aumentare dell’età fino a raggiungere l’84% nel segmento 45+.

“Alla fine del 2021 si consolida la crescita dell’utilizzo di Internet generato dalla pandemia in tutte le fasce d’età e soprattutto su determinate aree di attività che scontavano uno storico ritardo di digitalizzazione nel nostro Paese – afferma Fabrizio Angelini Ceo di Sensemakers che rappresenta in esclusiva Comscore in Italia. Alcuni fenomeni strutturali come la progressiva concentrazione del tempo speso sulle applicazioni mobili dei principali player e la differenziazione della fruizione dei contenuti informativi e di intrattenimento su base generazionale, sembrano destinati a caratterizzare l’evoluzione del settore anche nel prossimo futuro”.

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