Con la pandemia numeri da record in casa Apple e Facebook

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Foto by zhang kaiyv on Unsplash

Metti la pandemia (con didattica a distanza e smart working); aggiungi il Natale (e la frenesia degli adolescenti di impugnare l’iPhone 12); ed ecco che a Cupertino chiudono la trimestrale migliore della storia di Apple. I primi tre mesi dell’esercizio fiscale, infatti, raccontano di un vero e proprio capolavoro: ricavi a quota 111,4 miliardi di dollari (+21%) e utile netto aumentato del 29% a 28,76 miliardi. Numeri che l’amministratore delegato Tim Cook non ha tardato a festeggiare: “Non potremmo essere più ottimisti”. Solo le vendite di iPhone sono state pari a 65,60 miliardi di dollari, in aumento del 17 per cento rispetto ai 59 attesi e ai 55,96 miliardi di dollari di un anno fa.

IL VENTO IN POPPA della pubblicità digitale fa volare anche i numeri di Mark Zuckerberg. Facebook, infatti, che proprio a causa delle nuove impostazioni di Apple sulla privacy teme un 2021 complicato – ha chiuso il periodo ottobre-dicembre 2020 ben oltre le attese. L’utile è di 11,22 miliardi di dollari (+52%); i ricavi sono aumentati del 22% a 28,07 miliardi. Tutto ben oltre le stime. La piattaforma social ha inoltre annunciato una ghiotta novità: non raccomanderà più agli utenti gruppi a tema politico. “Intendiamo mantenere i gruppi civici e politici al di fuori dei suggerimenti per lungo tempo ed espandere questa politica a livello globale”, ha spiegato Zuckerberg in una teleconferenza, aggiungendo che Fb ridurrà anche i contenuti politici nei principali “news feed” degli utenti per contribuire ad “abbassare la temperatura e scoraggiare una conversazione divisiva”.

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