Concorso giornalisti: per la Rai la quarantena non è un “legittimo impedimento” a partecipare

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Foto da streaming.

Il 10 ottobre 2020 si è svolta presso la Fiera di Roma la prova preselettiva del concorso Rai che consentirà all’Azienda – al termine della seconda e terza fase – di selezionare 90 giornalisti da destinare alla Testata giornalistica regionale. Gli iscritti erano 3.722, ma hanno partecipato in 2.753 (il 74%). Infatti 969 giornalisti hanno deciso di non presentarsi. Non certo una novità… E’ già accaduto anche in passato – e con percentuali di affluenza ancora più basse – che gli iscritti al concorso per giornalisti della Rai non si presentassero al momento della prova. Ma questa volta a giocare un ruolo è stata anche la pandemia, che ha mietuto candidati costretti alle quarantene obbligatorie o fiduciaria.

Se n’è discusso il 9 dicembre al Tribunale del Lavoro di Roma (qui trovate il motivo dell’udienza). Il giudice a breve emetterà la sentenza, ma nel frattempo – a quanto apprende AdgInforma.it – un dato emerge con forza proprio dalla memoria difensiva presentata dalla Rai. Molti candidati alla data del concorso erano in malattia, o in quarantena obbligatoria o fiduciaria. Hanno fatto richiesta di date alternative per lo svolgimento della prova. E “in assenza di specifiche normative” – questa la tesi sostenta dai legali dell’Azienda – sono stati esclusi.

Un ragionamento che in linea di principio non fa una piega. Peccato che la Rai abbia accettato di concordare date alternative (12 ottobre e 23 ottobre) per i candidati di religione ebraica e per le donne con gravidanza a rischio. Perché questa disparità di trattamento? Perché i giornalisti in quarantena covid – obbligatoria o fiduciaria che fosse – nonostante espressa richiesta non hanno ottenuto anche loro la possibilità di cimentarsi nella selezione in una data alternativa? La risposta sembra di capire è l’assenza di una specifica normativa che riguardi il covid. Insomma, il legislatore per l’ennesima volta non si è dimostrato al passo con i tempi e con la pandemia. Eppure il tempo c’era per organizzare altre date, considerando che la seconda fase del concorso non partirà prima di fine gennaio 2021. Un motivo di riflessione per il legislatore. Ma anche per la Rai, che ha deciso di procedere col concorso in autunno nonostante la seconda fase della pandemia fosse stata largamente annunciata. E un motivo di riflessione, infine, per il giudice. Presto sapremo…

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