Concorso giornalisti Rai: causa covid orali slittano a febbraio, ma c’è una buona notizia…

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Foto by Markus Winkler on Unsplash.

Per i 271 giornalisti scelti dalla Rai, che attendono di svolgere le prove individuali previste dalla II e III fase di selezione del concorso, ci sono una brutta e una buona notizia. Quella brutta è che slitta l’inizio degli orali, inizialmente ipotizzato per il 20 gennaio 2021. L’avanzare della pandemia preoccupa sia la commissione esaminatrice, presieduta da Marcello Sorgi, sia l’ufficio del personale. Si teme per la responsabilità oggettiva dell’Azienda in caso di contagi. E questo impone maggior rigore nella preparazione della logistica della sede in Via Salaria, dove hanno deciso che si svolgeranno le prove del concorso. Una sorta di bolla, dove distanziamento e sanificazione saranno le parole d’ordine. La prossima settimana sarebbe previsto un sopralluogo per il via libera. Una sorta di prova generale, dopodiché si dovrebbe partire. E non è detto che ci si riesca per lunedì 1 febbraio.

LE ASSUNZIONI SLITTANO – Un ritardo nella partenza, ma anche nell’arrivo. Difficile – a quanto apprende AdgInforma.it – che si riesca ad esaminare otto candidati al giorno almeno all’inizio. Più probabile che si possa farne quattro, o al massimo sei, con conseguente allungamento dei tempi rispetto alle sette settimane inizialmente previste. Naturalmente tutto questo crea una certa apprensione nel sindacato Usigrai e ai piani alti della Tgr, anche alla luce delle carenze d’organico che si pensava di poter colmare proprio con i 90 nuovi ingressi già per Pasqua.

MA (FORSE) AUMENTANO – Carenze d’organico che potrebbero essere acuite dal recente piano di incentivi (15 milioni) varato dall’azienda – partito il 4 gennaio con domande da presentare entro il 31 marzo 2021 – per i prepensionamenti. Si stima che potranno approfittarne tra i 200 e i 250 dipendenti Rai. E quelli che fanno più gola alle casse del settimo piano, indovinate un po’, sono proprio i giornalisti che costano molto. E qui veniamo alla buona notizia promessa: se dovessero aderire molti giornalisti al piano incentivi, non si esclude che gli assunti, magari facendo un po’ di parcheggio nelle 16 graduatorie regionali, possano essere ben più di 90. Fermo restando che la parola finale spetterà sempre all’ad Fabrizio Salini. A patto che per allora sia ancora al proprio posto…

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