Concorso giornalisti Rai: ecco graduatoria Bolzano, ma c’è una grana

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Foto da streaming.

Procede a pieno ritmo la macchina del concorso Rai che inserirà 90 giornalisti (tra i 271 che hanno superato la prima prova) nelle redazioni della Tgr. La commissione d’esame, infatti, al lavoro da lunedì 1 febbraio 2021, ha esaminato (nella sede romana del servizio pubblico sita in via Sambuca Pistoiese 53) anche i 15 candidati alla redazione di Bolzano. E proprio oggi – a quanto apprende AdgInforma.it – ha reso noti i nomi dei cinque fortunati vincitori. Si tratta di tre donne e due uomini. Nella graduatoria regionale ci sono inoltre sette “idonei non vincitori”, che hanno ottenuto un punteggio uguale o superiore alla soglia minima di idoneità (57/95), due “non idonei” che non hanno raggiunto la soglia minima di idoneità e “un assente”. La Rai potrà attingere dalla graduatoria regionale degli “idonei non vincitori” – secondo l’ordine di punteggio – fino al 16 febbraio 2023, quando la graduatoria sarà scaduta. Il contratto sarà subordinato a tempo determinato.

AVEVA RAGIONE CARLO VERNA – Il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, lo aveva detto e scritto il 27 agosto del 2019: “Non sarebbe opportuno consentire la partecipazione al concorso Rai solamente ai giornalisti professionisti iscritti all’Albo, escludendo coloro che, avendo superato con esito positivo la prova di idoneità professionale, abbiano conseguito l’abilitazione ma non sono attualmente iscritti nell’elenco professionisti. Una scelta di questo tipo – aggiungeva Verna – sarebbe infatti sproporzionata rispetto alla finalità selettiva e avrebbe invece l’effetto di ridurre la platea dei potenziali candidati, ponendosi in pieno contrasto con il principio di massima partecipazione che deve caratterizzare – concludeva Verna – tutte le procedure concorsuali”. A dargli ragione il Consiglio di Stato che con sentenza del 2 febbraio scorso – come spiega l’avvocato Vincenzo Iacovino – “ha annullato un concorso per titoli ed esami, che prevedeva tra i requisiti proprio quello dell’iscrizione all’albo dell’ordine professionale”. E ha stabilito che “chi è abilitato all’esercizio della professione può partecipare a un concorso anche se non iscritto all’albo”. Eppure questo requisito “è stato ritenuto essenziale e obbligatorio alla data di adesione all’avviso di selezione Rai”. “Evidente – conclude l’avvocato – il discrimine e l’illegittima limitazione della platea dei candidati”. E se qualcuno a questo punto decidesse di alzare la mano e andare davanti al giudice?

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