Concorso giornalisti Rai: la prova scritta in autunno

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Foto di Alexas_Fotos da Pixabay.

“Smentisco le notizie di presunti congelamenti. Al momento i ritardi sono legati esclusivamente al rispetto delle limitazioni imposte dalle norme per il contenimento del covid19”. Così Vittorio Di Trapani, Segretario dell’Usigrai, risponde alla missiva che lunedì 27 aprile una folta rappresentanza degli oltre 3.700 candidati al concorso pubblico indetto da Viale Mazzini ha inviato a lui, alla Fnsi e ai vertici Rai. Una missiva in cui i colleghi – tenuti all’oscuro dall’Azienda in tutti questi mesi – giustamente chiedono “utili chiarimenti” sulla tempistica del concorso. “Siamo costantemente in contatto con la Direzione Risorse Umane – garantisce Di Trapani – per valutare le diverse possibilità in considerazione delle norme via via emanate dal governo. Inoltre, l’amministratore delegato ha più volte ribadito anche a noi la ferma volontà di procedere alla selezione non appena le norme lo permetteranno”. Sulla stessa linea anche Raffaele Lorusso, Segretario della Fnsi: “Non c’è alcuna volontà – neppure da parte aziendale – di bloccare o annullare la selezione dei giornalisti per le sedi regionali”. Il concorso si farà, dunque. Nessun “congelamento”. Ma impossibile dire quando.

TROPPE VARIABILI – In realtà, a quanto apprende Lo Specialista, l’argomento è stato discusso proprio in questi giorni in una videoconferenza alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i sei membri interni della commissione esaminatrice e il presidente esterno, Marcello Sorgi. Lo scopo della riunione era naturalmente guardare alla fase 2 del “concorsone” e quindi all’individuazione di una data, o quantomeno di un periodo di massima, per lo svolgimento della prova scritta. E dopo una serie di valutazioni – anche di natura logistica dovute al distanziamento di 3.722 candidati durante la prova – si sarebbe deciso che il test non potrà avvenire prima di ottobre 2020. Troppe al momento le variabili in campo per mettere in moto una macchina così grande, costosa e (visti i tempi) pericolosa. E quindi, per buona pace della Testata giornalistica regionale, gli innesti in organico dei 90 vincitori non potranno avvenire prima di gennaio 2021. Il direttore Alessandro Casarin potrà chiedere qualche prestito alle altre redazioni o attingere ai 125 innesti del “Giusto contratto” previsti tra giugno e settembre 2020. E con i programmi delle Reti chiusi, qualche sostituzione estiva magari la spunta pure…

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