Conosci il tuo nemico. E Twitter si affida all’hacker Mudge.

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Peiter Zatko detto Mudge, nuovo capo della sicurezza di Twitter. Foto US Federal Government

L’ultima violazione, la scorsa estate, ha creato non poco imbarazzo: coinvolti i profili Twitter di Barack Obama, Joe Biden, Elon Musk, Bill Gates, Mike Bloomberg, Kim Kardashian West e Kanye West, fra i 130 profili violati, con una richiesta di donazione di bitcoin, che fortunatamente è stata contenuta (si è stimata una raccolta in donazioni di circa $100.000). Non così contenuto lo schiaffone d’immagine subito da Twitter, con tanto di investigazione dell’FBI, udienza di fronte alla Commissione Commercio del Senato degli Stati Uniti e svariate richieste di chiarimento da parte di diversi Senatori e istituzioni internazionali.

Ecco dunque che, risolta la crisi e individuate le voragini della propria sicurezza interna, Dorsey ha deciso di calare l’artiglieria pesante e di rivolgersi “al nemico” per impermeabilizzare al massimo la propria piattaforma da nuovi attacchi ed evitare nuove falle. Diffusa è infatti la consapevolezza dell’influenza e del potenziale danno in termini non soltanto politici, ma anche economici, che i social network hanno ormai sulla scena mondiale, e non a torto. Basta pensare al numero di tweet (e post) di Trump cancellati o “nascosti” nelle ultime settimane di battaglia elettorale e post. A capo della sicurezza del canarino blu arriva dunque uno dei più noti e rispettati hacker al mondo, Peiter Zatkko, meglio conosciuto come “Mudge” (letteralmente “torbido”), nome di battaglia utilizzato in oltre 20 anni d’attività su entrambi i fronti della cybersicurezza.

Mudge si è fatto un nome nel mondo degli hacker negli Anni Novanta, quale membro dei collettivi Cult of the Dead Cow e LOpht Heavy Industries, non soltanto per la diffusione di strumenti per hackerare computer o craccare password, ma anche e soprattutto per la creazione di un intenso movimento di attivisti digitali. Già alla fine del decennio le conversazioni e il confronto con politici e istituzioni si erano fatti intensi, tanto da testimoniare di fronte al Congresso sul livello (deludente) della sicurezza informatica dell’epoca. Nel 2000 Mudge iniziò a collaborare con il governo, entrando a far parte di una task-force voluta dall’allora presidente Bill Clinton sulla sicurezza di internet dopo un attacco che coinvolse CNN, Yahoo, eBay e Amazon.

Scopriremo presto se il re degli hacker si rivelerà tale o no.