“Consumate la suola delle scarpe”. Monito del Papa ai giornalisti per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

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Papa Francesco - Foto di Mikdev da Pixabay

Andare e vedere, consumare la suola delle scarpe, stare sul campo per raccontare la realtà guardandola con i propri occhi. È un invito a riscoprire i valori fondanti del “mestiere” del giornalismo, quello contenuto nel messaggio di Papa Francesco per la 55ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali in programma il prossimo 16 maggio. Un’esortazione arrivata dal Pontefice al termine dell’Angelus di sabato scorso e nel giorno in cui si celebra San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Un messaggio chiaro fin dal titolo: “Vieni e vedi(Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono” (clicca qui per il testo integrale).

Nel richiamare gli incontri tra Gesù e i discepoli, Papa Francesco ricorda a chi si occupa di informare e comunicare che lo “stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni” è “il metodo di ogni autentica comunicazione umana”. Nell’esortare ad “uscire dalla presunzione del già saputo per cercare di capire quel che succede davvero”, il pontefice cita il Beato Manuel Lozano Garrido, giornalista spagnolo morto nel 1971 e beatificato nel 2010, che consigliava ai suoi colleghi: “Apri con stupore gli occhi a ciò che vedrai, e lascia le tue mani riempirsi della freschezza della linfa, in modo che gli altri, quando ti leggeranno, toccheranno con mano il miracolo palpitante della vita”.

Sul tema dell’informazione Francesco denuncia il rischio di un appiattimento, in “giornali fotocopia o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell’inchiesta e del reportage perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, di palazzo, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”.

Ricordando che “il giornalismo, come racconto della realtà, richiede la capacità di andare laddove nessuno va” Bergoglio nel messaggio ringrazia i tanti giornalisti che con coraggio portano avanti questo modo di fare giornalismo, “mettendo sotto gli occhi del mondo i soprusi subiti dalle minoranze, le facce delle povertà dimenticate, le ingiustizie ai danni di chi non può difendersi”.

Il Papa tocca anche il tema dei social network, di cui riconosce le opportunità ma anche i rischi. Tra le prime indica la possibilità di “moltiplicare la capacità di racconto e di condivisione”, tra i secondi la facilità di manipolazione, soprattutto quando si dimentica il dovere del discernimento e della verifica. Per questo Francesco non demonizza gli strumenti social ma richiama ad una maggiore responsabilità nell’utilizzo. Sui social, infatti, “tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità” – sottolinea il Papa – che significa “andare, vedere e condividere”. Perché nella comunicazione “nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona”. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti, solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti”. Per cui, conclude il messaggio, “la sfida che ci attende è quella di comunicare incontrando le persone dove e come sono”.

Il messaggio ha ricevuto l’apprezzamento di Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, che lo ha indicato come “un monito e un invito per i giornalisti, gli editori e gli operatori dell’informazione”. Per Lorusso “il richiamo alla necessità di tornare all’essenza del giornalismo, che è testimonianza e racconto, ricerca e verifica attenta e scrupolosa, non può e non deve cadere nel vuoto”. “Il precariato dilagante – aggiunge il segretario della Federazione nazionale della stampa nella nota – non può essere l’architrave di un nuovo modello produttivo, come pretendono alcuni editori, ma è soltanto un formidabile acceleratore della definitiva disgregazione del sistema dei media perché spiana sempre più la strada alla prevalenza delle fake news e della narrazione di comodo sulla realtà e sulla verità dei fatti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la segretaria dell’Unione stampa cattolica (Ucsi) Vania De Luca secondo cui quello del Papa è un “invito a uscire dalla presunzione del già saputo, e a mettersi in movimento per andare a vedere, stare con le persone”.

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