Cookie, Google rimanda l’eliminazione dei “biscottini di tracciamento” al 2023

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Google cookie - Foto di Rachel Wente-Chaney da www.flickr.com

Chi navigherà su Google continuerà ad essere tracciato nelle sue abitudini di navigazione fino a fine 2023. Il gruppo di Mountain View ha annunciato che posticiperà di quasi due anni l’eliminazione dei cookie di terze parti. L’abbandono di questa tecnologia molto diffusa sul web perché permette alla pubblicità di conoscere le abitudini e le preferenze degli utenti, sarebbe dovuta essere eliminata da BigG ad inizio 2022 sulla scia di quanto già fatto da altri “competitor” come Apple o Firefox.

La decisione di Google cambia parecchio le carte in tavola perché Chrome (il browser di Google) è di gran lunga lo strumento di navigazione più utilizzato e di conseguenza quello che impatta di più sul mondo della pubblicità che, in virtù del cambiamento, dovrà rivedere le sue strategie.

Nel motivare lo slittamento BigG ha spiegato che la decisione garantirà più tempo per rassicurare gli editori, l’industria pubblicitaria e le autorità di regolamentazione in merito alle nuove tecnologie che sta sviluppando e testando, per consentire ugualmente una pubblicità mirata. “Anche se ci sono stati notevoli progressi in questo progetto, è diventato palese che serve più tempo in tutto l’ecosistema per fare le cose per bene”, ha aggiunto l’azienda.

A Mountain View, pur dichiarando che la decisione “sottostà al nostro impegno con l’Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito”, non ha alcuna intenzione di perdere il tracciamento delle abitudini degli internauti, e sta testando soluzioni alternative ai “biscottini”. Una strada possibile, per esempio, è quella di targetizzare gli utenti non singolarmente ma in quanto appartenenti ai grandi gruppi di interesse attraverso le cosiddette Federated Learning of Cohorts (FLoC), ma la soluzione va testata e vanno verificati gli eventuali impedimenti legati alla privacy.

L’Unione europea osserva – Da parte sua l’Unione europea fa sapere che verificherà quali siano i piani di Mountain View sulla rimozione dei cookie all’interno dell’indagine sul presunto abuso di potere da parte dell’azienda nel mercato delle tecnologie pubblicitarie.

Anche l’antitrust del Regno Unito sta monitorando la vicenda per capire se, paradossalmente, l’eliminazione dei cookie da Google porterà un vantaggio a Google stessa e possa danneggiare la concorrenza pubblicitaria. BigG, infatti, non ha bisogno dei “biscottini” per targettizzare gli utenti, in virtù del suo ruolo centrale nella pubblicità online e grazie ai suoi infiniti strumenti per mediare la vendita di annunci sul web. Paradossalmente, dunque, l’eliminazione dei cookie potrebbe portare ad un ulteriore vantaggio di Google nei confronti di una concorrenza già in forte sofferenza nei confronti del gigante americano.

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