Copyright. Via libera dell’Italia alla direttiva Ue

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Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

Via libera del parlamento italiano alla direttiva Ue sul copyright. La direttiva emanata dal Parlamento europeo nella primavera del 2019, è stata recepita entro i due anni come impone il regolamento comunitario. L’ok definitivo è arrivato con la votazione di ieri in Senato, dopo che a fine marzo era arrviato il semaforo verde da parte della Camera. Il provvedimento, approvato a Palazzo Madama con 215 sì, 19 no e un astenuto, contiene 29 articoli che dispongono il recepimento di 39 direttive europee, e che mettono le basi per l’adeguamento delle leggi nazionali a 16 regolamenti europei. Ora la palla passa ora al Governo, che entro il 7 giugno deve emanare i decreti attuativi in cui verranno definiti i dettagli delle nuove norme.

Il recepimento della direttiva sul copyright è un momento importante, atteso da tempo da tutto il settore editoriale. Con la nuova norma gli editori potranno porre un argine allo strapotere degli Ott che dovranno sedersi al tavolo delle trattative per riconoscere contropartite economiche per l’utilizzo dei contenuti. La normativa prevede infatti che le grandi piattaforme, in seguito alla richiesta da parte degli editori, debbano riconoscere un corrispettivo per lo sfruttamento dei diritti d’autore sui contenuti originali pubblicati dagli editori stessi e condivisi online. Rimarranno gratuiti e liberi, invece, i link condivisi dai singoli utenti in modo che questi non rischieranno sanzioni per la condivisione di contenuti protetti da copyright.

Le reazioni – “Siamo tra i primi in Europa a legiferare sulla direttiva relativa al copyright, un giusto equilibrio fra diritti degli utenti, esigenze delle piattaforme e sostegno dell’editoria”, afferma soddisfatto Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari europei.

Sulla stessa linea anche il ministro della cultura, Dario Franceschini che sottolinea come questo passo rappresenti “il giusto riconoscimento al valore dell’industria creativa nazionale, che supera le contrapposizioni tra gli operatori over the top e i produttori di contenuti per arrivare a una sintesi capace di fare del digitale uno strumento di crescita per tutti, tutelando gli autori e promuovendo la loro opera”. “Si tratta di una grande opportunità per gli artisti italiani – aggiunge Franceschini -, noti e apprezzati in tutto il mondo per il talento che esprimono in ogni loro creazione”.

Soddisfazione è espressa anche dal emerge anche dal presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, secondo cui “Il recepimento della Direttiva Copyright è un risultato importante per la tutela degli investimenti delle aziende editoriali anche nell’ecosistema digitale, che garantisce il dovuto riequilibrio nella distribuzione del valore del prodotto, senza pregiudicare la libera espressione degli utenti della Rete”.

“Sono felice che la nostra battaglia di civiltà e giustizia abbia avuto un esito positivo – sottolinea Giulio Rapetti Mogol, presidente della Siae – Ringrazio tutti i parlamentari a nome dei tanti autori che rappresento. L’attuale situazione economica generata dalla pandemia avrà purtroppo effetti di lungo periodo ed è fondamentale che le opportunità del digitale compensino le difficoltà in cui si dibatte l’intero settore artistico e culturale”.

Di “passo di fondamentale importanza per la tutela dell’industria creativa nel nostro Paese”, parla invece Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori (Aie). “L’impegno nostro e del Governo non finisce qui – aggiunge – la direttiva e il suo recepimento vanno considerati come un punto di partenza e non di arrivo. Perché possano dispiegare i suoi effetti benefici, infatti, devono essere accompagnati da nuovi strumenti che consentano la gestione del diritto d’autore online in maniera semplice ed efficiente”.

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