Coronavirus. Sky non rimborsò gli abbonati durante lo stop del campionato. L’Antitrust la sanziona per 2 milioni

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La sede di Sky Italia a Milano - Foto Marcuscalabresus, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

La pandemia sta costando cara a Sky. Dopo la rata da 131 milioni di euro che il gruppo guidato da Maximo Ibarra dovrà pagare alla Lega Calcio, per i diritti tv della scorsa stagione (in attesa che il Tribunale di Milano emetta la sentenza definitiva) arriva una nuova sanzione da parte dell’Antitrust.

Si tratta di una multa di 2 milioni di euro per aver adottato pratiche commerciali scorrette nei confronti dei clienti titolari dei pacchetti di abbonamento pay tv “Sky Calcio” e “Sky Sport”. Come ricorda il comunicato stampa dell’Autorità, i fatti risalgono al periodo della prima ondata della pandemia da Covid-19, quando il calcio fu sospeso e i canali della pay tv non trasmisero più le partite, che però erano state pagate con l’abbonamento. Sky propose una rimodulazione parziale del costo dei pacchetti, ma a causa di procedure complicate in pochissimi hanno ottenuto lo sconto che, comunque, non offriva il totale ristoro.

Le contestazioni dell’Antitrust a Sky – Nello specifico sono tre le azioni scorrette che il Garante della concorrenza e del mercato ha contestato alla pay-tv satellitare. In primo luogo Sky non ha riconosciuto, a fronte dell’emergenza sanitaria Covid 19 e della conseguente sospensione della trasmissione in diretta delle competizioni sportive, la rimodulazione o il rimborso automatico dei canoni mensili dei pacchetti, dal momento in cui gli eventi sportivi in diretta sono stati sospesi e fino alla loro ripresa. In secondo luogo l’Autorità ha accertato l’esistenza di uno “Sconto Coronavirus”, riconosciuto dall’emittente su richiesta dell’abbonato. Una possibilità che, per l’Antitrust, non è stata adeguatamente pubblicizzata e comunicata agli utenti, né per quanto riguarda la sua esistenza né sulle tempistiche e le modalità di richiesta. Infine, l’ultima pratica commerciale scorretta riscontrata dall’Authority è stata l’imposizione di “ostacoli onerosi e sproporzionati alla fruizione dello Sconto Coronavirus da parte dei clienti interessati”. In particolare, nonostante problemi di funzionamento della procedura web che hanno rallentato e complicato la richiesta dello sconto, la società ha consentito, nei fatti, l’adesione alla promozione mediante la sola procedura online, senza prevedere sin dall’inizio e per tutti i clienti una via alternativa. Lo sconto, inoltre, non è stato applicato nel caso di abbonamenti per i quali era stata inoltrata la disdetta prima dell’insorgere dell’emergenza coronavirus.

In sostanza, secondo quanto sostiene l’Agcm, Sky avrebbe fatto di tutto per ostacolare l’effettivo beneficio dello “sconto Coronavirus” a suoi abbonati non rendendolo automatico, non pubblicizzandolo adeguatamente e addirittura rendendo complicata la richiesta a chi voleva usufruirne.

Adiconsum chiede apertura di un tavolo – Sulla vicenda è intervenuta l’Adiconsum che, attraverso il presidente Carlo De Masi,ha chiesto all’emittente “di aprire un tavolo per trovare una soluzione condivisa che permetta agli aventi diritto di ottenere il giusto ristoro di quanto pagato e non goduto, senza dover ricorrere alla via giudiziale”. Le sanzioni dell’Antitrust, infatti, non hanno un effetto diretto su ogni singolo consumatore che, per ottenere un adeguato risarcimento, dovrebbe iniziare una richiesta individuale.

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